cronache
il pedaggio del sesso

Le autorità berlinesi pensano di poter alleggerire il debito della città con un'imposta di 30 euro giornalieri sull'attività delle circa 8.000 prostitute in attività. Questa cifra deriva dal calcolo effettuato sul guadagno presunto di 150 euro al giorno.

E' risaputo da tempo che Berlino ha un debito enorme,che si e venuto a creare curiosamente dopo la riunificazione delle due Germanie, e le sue autorità cerchino in tutti i modi di riempire le casse vuote e riprendere una navigazione meno tempestosa.

L'ultima iniziativa in ordine di tempo riguarda l'ideazione dell'imposta sul meretricio che diventerà obbligatoria a partire dal 1 aprile 2007.

Ispettori del Fisco hanno già visitato e informato tutti i bordelli funzionanti nella città per notificare il provvedimento.

Gli amministratori dei bordelli dovranno raccogliere e quindi girare all'erario pubblico le quote stabilite. Dovranno inoltre predisporre un elenco ufficiale delle professioniste del sesso indicando il loro nome e un registro che riporti nel dettaglio i giorni lavorativi ai fini della dichiarazione dei redditi di fine anno.

La normativa, come era prevedibile, ha sollevato malumori e proteste nei quartieri "a luci rosse". Le donne, che non hanno la possibilità di ricorrere all'arma dello sciopero, hanno però ottenuto l'appoggio del sindacato più rappresentativo dei lavoratori tedeschi a livello nazionale.

Tramite un'associazione di sostegno alle prostitute, Hydra, hanno chiesto la riduzione della tassa a 10 euro dell'imposta giornaliera.

Anche il comparto dei "servizi speciali" del sindacato dei Verdi ha appoggiato questa iniziativa. Le prostitute sostengono infatti che gli introiti sono più bassi di quelli indicati come base di calcolo dell'imposta stessa.

La situazione occupazionale generale in Germania è difficile per cui è opinione diffusa che la battaglia delle prostitute sia destinata ad un clamoroso fallimento.

A fronte di queste considerazioni vale la pena sottolineare come la possibilità di incamerare 30 euro al giorno da parte di 8.000 donne per 210 giorni lavorativi per un totale di circa 50 milioni di euro farà difficilmente recedere le autorità dalle decisioni prese.