
arte e mostre Una splendida mostra, Marc Chagall/Joan Mirò. Magia, grafia, colore, allestita nell'Auditorium S. Agostino e nella Pinacoteca Moretti di Civitanova Marche Alta, presenta una raffinatissima (e inedita per l'Italia) selezione di grafiche dei due famosi artisti, provenienti dalla Fondation Maeght di Saint Paul de Vance diretta da Dominique Paini. L'evento espositivo, accompagnato da un catalogo edito con la consueta cura da Mazzotta, mette a confronto i diversi esiti dell'esplorazione del subconscio che Chagall e Mirò seppero illustrare con estrema libertà immaginativa, attribuendo alle loro opere una dimensione onirica e poetica. A tal fine sono state scelte sessanta litografie a colori di Chagall (Vitebsk 1887 - S. Paul de Vance 1985), un monotipo e una guache, la cui produzione risale agli anni '50 e '60, oltre ad un eccezionale paravento del 1963 e lo splendido acquarello Les Amoureux. Circa novanta, invece, sono i lavori di Mirò (Barcellona 1893 - Palma di Maiorca 1983), tra acqeforti, acquetinte e litografie a colori, che fanno da intrigante contrappunto all'universo fiabesco di Chagall, con opere straordinarie, come i cicli Série noire et rouge e Séerie de Barcelone, e litografie di grandi dimensioni come La conversation (1969) e La demoiselle aux papillons. La poetica dell'artista russo è caratterizzata da alcune costanti psicologiche e figurative: la famiglia, il paese d'origine, la vita dei contadini, i sogni della giovinezza, il rito e la tradizione ebraica; temi da lui vissuti in una lirica trasfigurazione della memoria, che conferisce al suo racconto un carattere di favola e che non ha mai perduto la precisa unità di stile anche nei periodi di più intenso rapporto con altre ricerche. L'opera del maestro catalano offre invece, nel suo complesso, un'interpretazione assai personale del surrealismo, caratterizzata da una visione poeticamente semplificata e "fiabesca" della realtà e dalla straordinaria levità con la quale gli impulsi della memoria e dell'inconscio vengono codificati in segni elementari, inquietanti e gioiosi insieme. Ci sono quindi elementi di ispirazione e di creazione artistica che accomunano nel profondo Chagall e Mirò, tra i quali, pur nella distanza di soluzioni estetiche, è importante porre occasioni di raffronto ravvicinato e dialettico, come la mostra ed il catalogo (che rimane come strumento assai denso e stimolante per un ulteriore approfondimento) hanno inteso fare. Paini, cui si deve la cura dell'una e dell'altro, ha voluto per la prima volta accostare i due maestri, che hanno (tra l'altro) sperimentato l'arte incisoria in tutte le sue complessità e varianti: in entrambi questa forma espressiva, tra segni e colori, ha dato una linfa nuova e fecondissima alla loro produzione.
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