cinema
"Pirati dei Caraibi - ai confini del mondo"
di Franco Olearo


USA 2007
Regia:
Gore Verbinski
Durata: 168'
Sceneggiatura: Terry Rossio, Ted Elliot
Produzione: Jerry Bruckheimer films, Walt Disney Pictures
Interpreti: Orlando Bloom, Jonny Deep, Keira Knightley, Geoffrey Rush
Genere:fantasy

Will Turner e Elisabeth Swann aiutati dal pirata Barbossa si avventurano oltre i confini del mondo per andare a liberare Jack Sparrow che è stato relegato in un limbo pieno di allucinazioni, da Davy Jones, padrone della sua anima. E' necessario infatti costituire una coalizione dei 9 pirati "nobili" per contrastare lo strapotere del perfido Lord Beckett che ora si è alleato con il capitano Davy Jones che con il suo vascello "Olandese Volante" traghetta nell'aldilà gli annegati...

Il primo film della serie, La maledizione della prima luna, si era fatto apprezzare per la tipizzazione di Jack Sparrow interpretato da un funambolico Jonny Deep, per la romantica storia d'amore fra Will Turner (Orlando Bloom) e Elisabeth Swann (Keira Knightly). Il secondo, Pirati dei Caraibi - La maledizione del forziere fantasma, campione di incassi, aveva confermato senza troppa fantasia, la dinamica fra i personaggi, caricando però l'elemento horror e moltiplicando gli effetti speciali. Ora, nel terzo, eccessivo nelle sue due ore e 40 minuti di proiezione, la computer grafica, la qualità delle immagini è sempre ad altissimo livello ma si fa fatica a cogliere qualche elemento di novità e il rischio di sbadiglio è dietro l'angolo.

Alcune scene risultano peraltro imbarazzanti: le allucinazioni di cui Jack Sparrow soffre nel deserto di sabbia in cui è stato relegato (i membri dell'equipaggio hanno tutti il suo volto) dovrebbero costituire una sequenza buffa ma non si sa bene perché. Anche le sue battute, complice forse la traduzione, cadono come il piombo. Più riuscita, anche se ripresa a piene mani dalla mitologia greca, è la sequenza dove la nave, navigando ai confini del mondo, incontra le barche dei morti diretti verso l'Ade. Elisabeth cerca angosciata di riportare suo padre fra i vivi: i due mondi possono parlare fra loro ma non è consentito transitare liberamente da uno all'altro. Per il resto, una volta garantitisi di aver visto il film precedente, altrimenti non si capisce quel poco che c'è da capire, è come se il meccanismo viaggiasse da solo in base alle dinamiche interpersonali già impostate nelle puntate precedenti: Will cerca di salvare suo padre, Davy Jones ha il suo cuore imprigionato nel forziere ed è sempre innamorato di Calypso, la sacerdotessa Wodoo., Lord Beckett con la sua flotta di navi delle Indie Occidentali cerca di sferrare l'attacco finale alla compagnia dei pirati.

La speranza di successo di questo film sta proprio in quegli spettatori che lo andranno a vedere come se vedessero un serial TV e non come un film: si va a cinema per venir stupiti dall' arco evolutivo della storia e dal percorso interiore dei personaggi; si guarda invece un serial TV perché si è affezionati ai protagonisti proprio perché restano sempre gli stessi. In effetti Capitan Sparrow è diventata una maschera conosciutissima fra i ragazzi e non c'è da temere: nella sequenza finale il capitano punta verso il largo con una scialuppa di salvataggio, sicuro presagio di nuove avventure...

(per gentile concessione di www.familycinematv.it)