
religione Gli angeli sono di moda. Confessare la loro esistenza equivale, per un cristiano, a riconoscere la grandezza del Creatore del cielo e della terra, "di tutto il visibile e l'invisibile". L'esistenza degli angeli è, nella dogmatica cattolica, una verità di fede, attestata nella sacra Scrittura e nella Tradizione. Gli angeli sono creature puramente spirituali la cui missione è quella di essere servitori e messaggeri di Dio. La nuova era ha fatto degli angeli amici e consiglieri del mondo dello spirito. Già Borges, in "Un altro poema dei doni" evocava "Swedenborg, che conversava con gli angeli per le vie di Londra". Il mistico svedese Emanuel Swedenborg (1688 - 1772) voleva decifrare gli arcani celesti e la sapienza degli angeli. Ma il suo interesse per il tema angelico non è quello dello Pseudo Dionisio, ma più un avvicinamento eterodosso confinante con l'esoterismo. Connotazioni simili rivestono le sorprendenti dichiarazioni della principessa Marta Luisa di Norvegia. Afferma di essere veggente e di conversare con gli angeli, come Swedenborg. Una simile familiarità con le creature angeliche è dovuta, confessa la principessa, alla consuetudine con i cavalli. Non si è mai saputo della capacità degli equini di stabilire contatti con il regno dell'invisibile. Ma non è mai troppo tardi per imparare. E ancor meno se chi insegna tanti nascosti saperi gode del titolo di altezza reale. Un mondo senza religione è un mondo disincantato, letteralmente "senza incanto": non solo senza magia, ma anche senza grazia, senza simpatia e anche senza talento. Abbiamo nostalgia, affogati nella precisione della scienza e della tecnica, di quello che Peter Berger ha definito "il suono degli angeli". Il suono può essere un rumore confuso. In ogni caso, sentendolo, i membri della Chiesa "devono fare due cose: confidare con ancor maggiore fermezza nei fondamenti della propria fede ed ascoltare il clamore, spesso silenzioso, del cuore degli uomini", raccomandava la Santa Sede in un documento sulla nuova era. Chissà che la voce che corre tra la gente smetta di essere una voce equivoca per convertirsi in un'eco, in una pista, di una parola sensata che venga da ben oltre di noi stessi. Gli angeli sono di moda. Confessare la loro esistenza equivale, per un cristiano, a riconoscere la grandezza del Creatore del cielo e della terra, "di tutto il visibile e l'invisibile". L'esistenza degli angeli è, nella dogmatica cattolica, una verità di fede, attestata nella sacra Scrittura e nella Tradizione. Gli angeli sono creature puramente spirituali la cui missione è quella di essere servitori e messaggeri di Dio. La nuova era ha fatto degli angeli amici e consiglieri del mondo dello spirito. Già Borges, in "Un altro poema dei doni" evocava "Swedenborg, che conversava con gli angeli per le vie di Londra". Il mistico svedese Emanuel Swedenborg (1688 - 1772) voleva decifrare gli arcani celesti e la sapienza degli angeli. Ma il suo interesse per il tema angelico non è quello dello Pseudo Dionisio, ma più un avvicinamento eterodosso confinante con l'esoterismo. Connotazioni simili rivestono le sorprendenti dichiarazioni della principessa Marta Luisa di Norvegia. Afferma di essere veggente e di conversare con gli angeli, come Swedenborg. Una simile familiarità con le creature angeliche è dovuta, confessa la principessa, alla consuetudine con i cavalli. Non si è mai saputo della capacità degli equini di stabilire contatti con il regno dell'invisibile. Ma non è mai troppo tardi per imparare. E ancor meno se chi insegna tanti nascosti saperi gode del titolo di altezza reale. Un mondo senza religione è un mondo disincantato, letteralmente "senza incanto": non solo senza magia, ma anche senza grazia, senza simpatia e anche senza talento. Abbiamo nostalgia, affogati nella precisione della scienza e della tecnica, di quello che Peter Berger ha definito "il suono degli angeli". Il suono può essere un rumore confuso. In ogni caso, sentendolo, i membri della Chiesa "devono fare due cose: confidare con ancor maggiore fermezza nei fondamenti della propria fede ed ascoltare il clamore, spesso silenzioso, del cuore degli uomini", raccomandava la Santa Sede in un documento sulla nuova era. Chissà che la voce che corre tra la gente smetta di essere una voce equivoca per convertirsi in un'eco, in una pista, di una parola sensata che venga da ben oltre di noi stessi.
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