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da dove arrivano le migliori idee

Niente si crea, tutto si copia.

Le idee si copianooper essere più eleganti si riorganizzano. E ritenere che la creatività è un dono dei geniè un mito. Le idee stanno nel mondo e la creatività nasce dalla loro associazione.

Il linguista inglese Richard Ogle ha pubblicato recentemente negli Stati Uniti, dove vive e lavora, il libro Smart World, frutto di uno studio durato cinque anni sulla storia delle idee.

Secondo Ogle, che è anche presidente di una società di consulenza negli Usa, una nuova linea di ricerca suggerisce che le idee e l'intelligenza stanno stanno nel mondo e nella nostra testa.

Ciò è facile da capire per quanto riguarda i computer che non sono altro che serie di sistemi interconnessi che pensano per noi. Questa razionalità può essere estrapolata per la società e per la cultura; la creatività è la capacità di apprendere le idee intelligenti che stanno nel mondo.

Un esempio classico è la storia della bambola Barbie. Alla fine degli anni Cinquanta le bambole per bambine erano in linea di massima con gambe e braccia grassottelle da bimba piccola perché si pensava che le bambine volessero giocare alle madri.

Un giorno, Ruth Handler, fondatrice della Mattel, vide sua figlia giocare con una bambola di carta che rappresentava un'adolescente. La bambina si divertiva a costruire con la carta vestiti da infermiera o da maestra.

Durante un viaggio in Svizzera, Ruth vide una bambola di plastica che rappresentava una donna bella e sensuale; unì le due idee e costruì una bambola adatta cui si potevano cambiare i vestiti.

Le bambine volevano giocare a quello che sarebbero potuto diventare in futuro.

Molti credono che le grandi idee nascono solo nelle teste dei grandi geni, delle persone brillanti. Anche nelle Università c'è gente che pensa questo.

Si tratta solo di un mito.Noi ci liberiamo delle regole e dei valori nei quali siamo inseriti, ma possiamo percepire idee differenti.

Nel mondo degli affari, ad esempio, si comprende che i prodotti più innovativi sono quelli che uniscono tecnologie e concetti differenti. L'importante, inoltre, è capire, quando si creano nuove tendenze, se ci sia o meno una nuova opportunità di sfruttarle.

L'altro punto è dare spazio all'intuizione, che è una parte fondamentale del processo creativo. Nelle imprese accade spesso che si facciano analisi troppo razionali, basate su numeri, traguardi e proiezioni. Tutto ciò può costare caro, perché si tralasciano le idee che stanno all'esterno. Se un prododtto va bene si continua sulla stessa linea.

Un esempio è il mercato dei videogames. La Sony, leader mondiale del settore, ha fatto tre versioni della sua Playstation, con continue migliorie. Contemporaneamente all'uscita della terza versione, la Nintendo, fino ad allora in terza posizione sul mercato, ha lanciato Wii, una console completamente differente, senza il tradizionale joystick. Come conseguenza la Nintendo ha superato la Sony sul mercato.

Si può affermare, infine, che è errato credere che la creatività sia qualcosa al di fuori del pensare comune, associare la creatività alla libertà assoluta. Gli standard di pensiero esisteranno sempre e sono quelli che ci orientano nel momento in cui vogliamo creare alcunché. Se rimanessimo completamente liberi, senza regole e riferimenti, saremmo perduti.