
cronache Il 3 novembre 1957 l'ex Unione Sovietica lanciò la prima nave con equipaggio nello spazio; il nome della navetta spaziale era "Sputnik 2", il nome dell'unico essere a bordo era Laika, la famosa cagnetta russa. Uno degli obiettivi della missione era quello di studiare i raggi cosmici e la radiazione solare, analizzare la temperatura e la pressione. La capsula era pressurizzata e aveva una forma elipsoidale. Laika era assicurata ad uno speciale strumento che consentiva l'assunzione di cibo e acqua. Al suo corpo erano stati attaccati degli elettrodi che consentivano a terra di seguire la funzionalità degli organi, che non risentirono minimamente degli effetti all'entrata in orbita. La storia racconta di come Laika si sia alimentata a piacimento a bordo della navetta. In ogni modo non si sa per quanto tempo sia sopravvissuta; fra le varie versioni ce ne sono alcune alquanto cruente. Si diceva che l'ultima razione di cibo contenesse veleno per evitare inutili sofferenze; un'altra versione parla di gas che si sprigionarono per farla morire senza dolore; un'altra ancora che sia morta per asfissia quando l'ossigeno si esaurì. Chi aveva lavorato al progetto, come l'ingegnere Gyorgi Grechko, sostenne che sia morta per le alte temperature raggiunte a causa di un problema tecnico. Nessuno conosce la verità sulle cause del decesso della cagnetta, certo che dette un grande contributo perché l'uomo potesse avanzare nella conquista dello spazio. Lo Sputnik completò 2370 orbite intorno alla terra e rientrò nell'atmosfera il 14 aprile 1958, completando il suo viaggio bruciata insieme al suo "equipaggio". Laika era stata meticolosamente preparata alla missione. Non fu il primo animale lanciato nello spazio; prima era stata la volta di scimmiette e topi, ma solo Laika aveva catturato l'attenzione di tutto il mondo. Nella Città della Stella c'è un monumento che ricorda tutti i cosmonauti; accanto è stata posta anche un'immagine di Laika. Tra il 1957 e il 1966, ci furono almeno altri tredici lanci con cani come passeggeri e ci si preoccupò finalmente di recuperarli sani e salvi al momento del rientro sulla terra. Ciò nonostante altri cinque cani morirono. Il loro sacrificio unitamente a quello di Laika, che tutti ancora ricordano, fu essenziale perché equipaggi umani potessero volare nello spazio.
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