
arte e mostre Nella prestigiosa sede di Palazzo Venezia a Roma, presso la Sala Regia e la Sala delle Battaglie, una rassegna di opere del pittore calabrese Francesco Cozza, dal titolo 'Francesco Cozza 1605 - 1682. Un calabrese a Roma tra classicismo e barocco', artista forse meno noto di altri ma che comunque ha contribuito a determinare la visione d'insieme di un particolare periodo culturale. Francesco Cozza, di cui poco si conosce dell'attività giovanile in Calabria, una volta giunto a Roma si forma presso la bottega di Domenichino, e si hanno sue notizie presso la parrocchia di Sant'Andrea delle Fratte, diretta dall'ordine dei minimi di San Francesco di Paola, ove abitava anche Mattia Preti, altro importante pittore calabrese. Quindi un soggiorno di qualche anno a Napoli, ove si trovava lo stesso Domenichino ed il rientro a Roma nel 1641 dopo la morte del maestro bolognese, avvenuta appunto a Napoli. Studioso e conoscitore di pittura di grande fama, Francesco Cozza ha lasciato non molte opere, di cui in rassegna ventidue opere certe, firmate, documentate e citate da antiche fonti, provenienti da tutta Italia, dalle quali è possibile verificare che l'artista non è interpretabile né in chiave esclusivamente barocca né in chiave classicista domenichiana, proprio per il suo gusto per il paesaggio, la vita familiare, la figura femminile, le figure sacre e profane, privilegiando quel legame che ha unito artisti calabresi all'ambiente culturale romano e non solo. Fra le varie opere presenti, ricordiamo la 'Madonna del Riscatto', considerata il suo capolavoro, oggi nel refettorio del Collegio Nepomuceno a Roma, e la 'Madonna col Bambino tra i Santi Gioacchino e Anna', tela proveniente dalla chiesa di Sant'Egidio a Montalcino (SI), dalle quali è possibile rendersi conto del superamento delle posizioni classicistiche iniziali e domenichiane verso un linguaggio bolognese e romano barocco. Legate invece agli influssi del naturalismo napoletano sono il 'Ritratto di Tommaso Campanella' - al momento unico esemplare conosciuto della ritrattistica di Francesco Cozza - e 'Incredulità di San Tommaso', mentre la luce ed il colore sono i veri protagonisti nella 'Predica del Battista', ora conservata presso la Galleria Nazionale d'Arte Antica di Palazzo Barberini, in cui sia il modello che l'opera definitiva sono permeati da un forte timbro classicista di matrice domenichiana. Nel 'Ritrovamento di Mosè', al contrario, la gamma cromatica è giocata su toni freddi e quasi argentei, e la composizione dell'opera risente molto della narrazione storica, pur se inserita in un paesaggio molto ampio e definito; per concludere, citiamo infine 'Madonna che adora il Bambino e quattro teste d'angelo', un olio in cui le figure emergono dallo sfondo scuro di un tendaggio serico, presumibilmente destinato alla devozione privata, tenuto conto delle ridotte dimensioni che, tuttavia, non castigano la naturalezza dell'atteggiamento ma rafforzano l'intimità dell'insieme rappresentato. Completa la rassegna un prezioso volume edito da RUBBETTINO, che oltre alla riproduzione delle opere in mostra raccoglie tutta la produzione artistica di Francesco Cozza, in uno ad ampi apparati contenenti tutta la nuova documentazione emersa in occasione delle ulteriori ricerche effettuate, come la presentazione critica, la trascrizione e le foto a colori del trattato sulla prospettiva scritto dall'artista. A Roma, presso la Sala Regia e la Sala delle Battaglie a Palazzo Venezia sino al 13 gennaio 2008, con orario tutti i giorni, escluso il lunedì, dalle ore 10,00 alle ore 19,00 continuato: costo del biglietto intero € 7,00, ridotto € 4,50, ridotto scolaresche €3,00; visite guidate e servizio didattico Mirabilia Urbis tel. 06 45433723 - fax tel 06 233243211.
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