
attualità scientifica Il volo spaziale produce un forte impatto sulla fisiologia umana, così come accade nella gravidanza. Un nuovo studio ha dimostrato con dati aggiornati che anche i passeggeri più piccoli che giungono nello spazio, i microbi, possono essere colpiti. Nel caso specifico di questo studio, i microbi diventano patogeni e addirittura in alcuni casi infettivi. Il volo nello spazio altera il ritmo normale dei processi cellulari e fisiologici degli astronauti, ivi inclusa la risposta immunologica. Senza dubbio, si sapeva relativamente poco in merito ai cambiamenti nei microbi in riferimento alla capacità di causare malattie come conseguenza dei voli. Un gruppo di ricercatori dell'università statale dell'Arizona insieme a ricercatori di altre istituzioni ha condotto il primo studio di questo tipo sulla Salmonella typhimurium, uno dei principali agenti delle intossicazioni alimentari. I risultati hanno rilevato un principio chiave del regolatore principale, una proteina chiamata Hfq, nell'attivazione dei cambi genetici che provocano un incremento della virulenza della Salmonella dopo un volo nello spazio. L'importanza di questo studio consiste nella possibilità di ulteriori indagini sulle infiammazioni infettive nello spazio e sulla terra che potrebbero portare a nuove terapie per prevenirle o trattarle. Per condurre l'indagine i ricercatori hanno inviato nello spazio, sul volo del vettore Atlantis, tubi di Salmonella opportunamnete sigillati con tripla protezione per evitare qualsiasi pericolo all'equipaggio. Durante il volo, fu attivata la crescita dei batteri nei dispositivi sigillati e fu fatta una coltivazione dopo un giorno di crescita per determinare cambiamenti nei geni e nelle proteine. Nello stesso momento, sulla terra, furono attivate le stesse operazioni per verificare i risultati simultaneamente. In particolare i batteri erano stati messi in un identico tubo e in un identico ambiente, il cosiddetto "simulatore di ambiente orbitale" del Centro Spaziale Kennedy della NASA. Questo ambiente si collega al vettore in tempo reale e riproduce esattamente la temperatura, l'umidità e le altre condizioni ambientali rilevanti per la crescita dei batteri. L'unica differenza è che si trova saldamente a terra. Il gruppo di ricerca a terra e l'astronauta, nello spazio, erano costantemente collegati e potevano effettuare le stesse operazioni dell'esperimento in contemporanea. Dopo un volo di milioni di chilometri i batteri sono stati analizzati al rientro a terra. La comparazione con batteri rimasti a terra ha dimostrato che i batteri lanciati nello spazio avevano cambiato le caratteristiche di ben 167 geni, che la virulenza era aumentata tre volte.
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