elzevirino
cubalibre e cannellino
di Teddy Martinazzi

Il fratello minore del líder máximo è il nuovo timoniere della Rivoluzione. Per fortuna che la sorellina Juanita è da decenni una fiera oppositrice del regime, sennò prima o poi sarebbe toccato a lei. Certe dittature, a Cuba come in Corea del Nord, assomigliano alle monarchie assolute di un tempo; anche in certe democrazie del Sudest asiatico, però, a parentele non si scherza.

In Italia è finita l'epoca in cui figli e fratelli degli alti dirigenti del PCI avevano uno scranno parlamentare assicurato. Fatta fuori da Diliberto nel 2006 Maura Cossutta (prontamente nominata consulente del Ministro Turco), grosso modo dovrebbe essere solo la moglie di Mastella a ricoprire un ruolo politico. Ma non si sa mai. In compenso le parti politiche tentano disperatamente di accreditare l'idea di essere il nuovo che avanza, contro il vecchiume dell'avversario. In sintonia con il rinnovamento, Veltroni ha lasciato la staffetta per la corsa al Campidoglio all'attuale Vicepresidente del Consiglio Rutelli, forse dimenticando che l'aveva ricevuta dallo stesso Rutelli quando lui era il Vicepresidente del Consiglio. Tra milioni di romani forse si sarebbe potuto trovare un nome diverso.

Dall'altra parte, invece, qualcosa di nuovo si vede. Giuliano Ferrara, dopo essere stato, nell'ordine, contestatore di Valle Giulia (tempi già sui libri di storia), craxiano convinto e liberal-forzista, si scopre adesso difensore della vita che manco Carlo Casini parla come lui. Ma ha addosso tanti chili da poter fare tanti diversi politici gracilini, per cui potrà dare corpo a nuove, nuovissime idee negli anni a venire.

Veltroni ha dichiarato che "Se vinceremo l'Italia potrà rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni '60 con il primo centrosinistra". A quell'epoca gli oppositori, a destra e a sinistra, canticchiavano "Ma viette a divertì, Nennì, Nennì...", laddove per divertimento s'intendeva lo stare al governo. Pietro Nenni, comunque lo si voglia giudicare, nella politica ci credeva. Non si sa quanto ci credano le centinaia di portaborse, galoppini, amici degli amici, gente presa per caso che il Porcellum potrebbe portare a Montecitorio, da una parte e dall'altra, naturalmente.

Qualcuno di loro penserà in buona fede di poter fare qualcosa per il proprio Paese, qualcun altro, forse, sta già pregustando i bucatini all'amatriciana e il vino cannellino dei Castelli che vengono serviti nelle trattorie romane, giusta ricompensa dopo una giornata di sedute.