
cronache
In Cina i cadaveri devono essere obbligatoriamente cremati fin dagli anni Cinquanta, sia per risparmiare spazio con l'abolizione dei cimiteri che per combattere le concezioni religiose, perlopiù di origine animista, anche se poi la salma di Mao risposa imbalsamata in un imponente mausoleo. La polizia cinese ha scoperto un imponente traffico di cadaverici persone anziane, sembra quasi cinquecento, che i malviventi vendevano al miglior offerente. In tal modo i nuovi ricchi della città di Puning, nella provincia di Guangdong, presso Hong Kong, potevano mandare all'inceneritore i corpi di sconosciuti, preservando quelli dei loro cari dalla cremazione obbligatoria. Con una spesa di circa mille euro i ricchi potevano così seguire, naturalmente in segreto, le antiche regole dell'inumazione. La polizia ha arrestato sette componenti di una banda e li ha accusati di avvelenare o strangolare le vittime, dopo averle portate in luoghi disabitati, in modo che i corpi non mostrassero danni evidenti. Sembra che gli omicidi siano in realtà molti di più e che in qualche caso le famiglie della vittime siano state consenzienti, per guadagnare qualcosa e, nel contempo, liberarsi del peso di parenti vecchi e invalidi. In altri casi, ma si tratta di un fenomeno nazionale, le famiglie hanno venduto corpi di persone morte per cause naturali ma non risultanti all'anagrafe, anche ad organizzazioni dedite al traffico di organi. D'altronde è piuttosto diffusa tra gli strati più poveri della popolazione, la vendita di minori da destinare alla prostituzione. Il caso di Puning è stato scoperto grazie ad una coppia di anziani che è riuscita a sfuggire allo strangolamento e ad avvisare la polizia. La notizia è apparsa su alcuni quotidiani asiatici, ma, grazie alla ferrea censura cinese, non su quelli locali, per cui le potenziali vittime non sono al corrente dei rischi che corrono.
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