opinioni e commenti
Eluana Englaro
di Piero Pastoretto

Chi è Eluana? Una cosa? Un minerale? No: respira e il suo cuore batte mosso dagli impulsi elettrici del suo cervello. È inoltre dotata di normali funzioni fisiologiche: digerisce, e fegato, reni e intestini sono funzionanti. È dunque un essere vivente! È un animale? Un ramarro, un gorilla di montagna?

No: Eluana è una donna. Ora: una donna come Eluana è una persona umana (o 'persona fisica' nel linguaggio giuridico), o lo è stata solo fino all'incidente, e adesso che si trova in coma vegetativo non lo è più? Ma se non lo è più, cosa è diventata? Un vegetale, un cespo di lattuga? No, perché non si è ricoperta di clorofilla. Un animale o un essere vivente astratto?

Qui la cassazione sembra tentennare un poco perché, se Eluana è una persona fisica, è anche protetta dal diritto, fra cui quello più elementare alla vita. Se non lo è, allora la cosa cambia e la si può far morire tranquillamente. Per aiutare i giudici a dirimere la questione facciamo un esempio. Se per ipotesi un pazzo si introducesse nella sua stanzetta e l'uccidesse a coltellate, sarebbe omicidio o potrebbe andarsene impunito? E se un sadico la violentasse nel suo letto, commetterebbe un grave reato contro la sua persona, o è come se si fosse accoppiato con una capra? Ritengo che qualsiasi giudice accoglierebbe come vere le prime due possibilità.

Ma allora Eluana è una persona nella pienezza dei suoi diritti, e non un animale né un semplice essere vivente x.

Ora tentiamo un ulteriore approccio. Eluana sopravvive soltanto grazie all'accanimento di farmaci e alle terapie? No: è semplicemente alimentata e idratata. L'alimentazione forzata e artificiale è una terapia? È un accanimento terapeutico, come ad esempio quello del signor Welby? Insomma, i bambini sottoposti all'allattamento artificiale sono soggetti a terapie? Coloro che per paralisi di certi muscoli non possono più deglutire e vengono alimentati con sonda gastrica, ma parlano e sono coscienti, vengono sottoposti a terapie? L'alimentazione in sé è una terapia? In questo caso io mi sottopongo alla cura dell'alimentazione tre volte al giorno, a colazione e ai pasti. E l'idratazione forzata è una terapia? Se è così io bevo due litri di terapia nelle 24 ore. Cibo e acqua, in conclusione, sono dunque terapie mediche, o mezzi indispensabili per mantenere in vita un animale? È vera la seconda ipotesi. E se io lascio un animale privo di alimento (ad es. chiudo un cane in una stanza senza cibo o acqua fino a che muore), non l' uccido forse con l'aggravante della crudeltà? E la legge non provvede a condannare oggi persino chi uccide o maltratta un animale? Ma se con una sentenza io privo Eluana dell'alimentazione, non la uccido? E come si chiama l'atto di uccidere rivolto su una donna che è una persona umana? Si chiama omicidio! Esiste nella giurisprudenza in occidente la figura dell'omicidio legale, cioè consentito dalla legge? No: esiste in certi stati la condanna capitale, che però è comminata solo per reati gravissimi ed è vietata in Italia. Eluana, peraltro, non ha neppure commesso reati di sorta.

Ma ammettiamo che i giudici della cassazione valorizzino tanto la libertà e i diritti della persona umana da concederle persino il supremo diritto di scegliere di morire.

Dov'è allora il documento autografo di Eluana che certifica e manifesta la sua volontà che le venga staccato il sondino gastrico in caso di coma vegetativo? Dove si trova il suo consenso-assenso esaminato dalla corte; dov'è il suo testamento biologico? Oh bella! Non c'è! Esiste solo una sua battuta, testimoniata dal padre, e pronunciata durante una conversazione avvenuta più di 17 anni fa, quando forse Eluana era ancora minorenne.

E in base a un'innocente battuta si procura la morte di una donna (omicidio, poiché abbiamo stabilito che anche in coma vegetativo Eluana rimane una donna e non diventa un vegetale o un animale) privandola dell'alimentazione e dell'idratazione? Qui non si tratta di stabilire attraverso una testimonianza presa anche alla leggera se l'automobilista x ha acceso la freccia prima di uscire dal parcheggio. Qui si decide della morte di una persona umana. Insomma, quale valore legale può avere una battuta pronunciata in un banale discorso? Eluana era cosciente e consapevole della gravità di quel che diceva?

Se io affermo, come può capitare, chiacchierando con amici: "piuttosto che finire in coma preferisco morire" la corte di cassazione ha il diritto di consentire la sospensione della mia alimentazione quando non ho più la facoltà di confermare la mia volontà?

E infine: 'sospendere l'alimentazione' non è un eufemismo per dire in maniera popolare 'far morire qualcuno di fame e di sete' O non è così per le persone in stato di coma vegetativo?