
editoriale Nel lunghissimo bombardamento quotidiano di notizie, scritti, dichiarazioni e articoli di queste ultime settimane, emergono alcuni fatti e tante polemiche : ne tiriamo fuori alcune di qualche interesse, speriamo. Grande tribudio mediatico per l'inaugurazione di Barack Obama (la cui elezione a 44. presidente degli Stati Uniti anche noi abbiamo salutato con favore e grande interesse) ma che la sinistra nostrana ritiene quasi quasi un nuovo messia politico. Non bisogna mai esagerare. Un presidente americano viene scelto solo perchè deve fare e tutelare prima di tutto gli interessi del suo popolo. Chi s'illude, da noi e nel resto del mondo, rischia di rimanere quanto meno sorpreso. Ricordiamo alcuni particolari storici, gli Stati Uniti sono intervenuti, con tutto il loro peso economico e militare, nelle due guerre mondiali quando erano presidenti due democratici, prima Wilson e poi Roosevelt e fu il suo successore da vicepresidente, Harry Truman ad autorizzare il lancio delle prime (e per fortuna ultime) armi atomiche sulla popolazione civile giapponese, con decine di migliaia di morti. Non dimentichiamo che un altro democratico, J.F. Kennedy iniziò praticamente la guerra in Vietnam con l'invio dei primi consiglieri militari al governo del Sud. Il resto poi lo fecero i repubblicani e stendiamo un velo pietoso. Passiamo ad un altro delicato e drammatico argomento che ha colpito l'opinione pubblica: la sorte di Eluana Englaro. Si porrà fine alla sua vita, come vuole il padre. Tra i tanti intellettuali che sono intervenuti sull'argomento vediamo cosa ha scritto tra l'altro Susanna Tamaro, la scrittrice italiana attuale più conosciuta all'estero: "Se avessi detto a mio nonno, nato nell'Ottocento e sopravvissuto a due guerre mondiali, che avrebbe potuto decidere, con l'aiuto di un atto notarile, in che modo morire penso onestamente che sarebbe inorridito. Come si fa a decidere prima una cosa di una gravità e di una complessità del genere? Certo, nessun essere umano sano di mente augura a se stesso e ai suoi cari di vivere in stato di incoscienza per anni o di dipendere dal funzionamento di una macchina. Ma una cosa è avere un timore, un'altra affrontare la realtà, quando si presenta." E ancora: " Sono profondamente contraria all'accanimento terapeutico, quando ci sono delle malattie devastanti e progressive, ma un tumore o una malattia metabolica sono ben diverse da uno stato vegetativo." E infine: " Questa vicenda provoca in me un senso di dolorosa compassione. Compassione per la sofferenza dei genitori, per quanto abbia dovuto soffrire - e per quanto ancora avrà da soffrire la loro figlia - compassione per le suore che, per tanti anni e con tanto amore, si sono presa cura di lei. Ma oltre alla compassione, provo anche un senso di gelo e di sgomento perchè l'idea che un tribunale non penale possa decidere di un essere umano è qualcosa che esula dalla mia visione del mondo." Ci sono tanti modi fare giustizia. Vediamo il caso del terrorista Cesare Battisti. Il Brasile non vuole concedere l'estradizione in Italia perchè ritiene di potergli concedere lo status di ricercato politico. E' un'opinione, ma è inaccettabile per l'Italia essere descritta come una terra dove gli ex terroristi "rischiano la vita per vendetta". Ci viene da ridere o da sorridere pensando che tanti di loro in Italia sono ormai liberi, anche gli uccisori di Aldo Moro, e tutto ciò giustamente perchè hanno scontato la loro condanna. Anzi uno di loro, Sergio D'Elia, non legato comunque al caso Moro, dopo aver scontato per dodici anni la sua condanna, è stato riabilitato ed è entrato in Parlamento nella passata legislatura.
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