editoriale
un Partito Democratico pronto per la "battaglia"?
di Ada

L'assemblea costituente del partito democratico ha eletto Dario Franceschini nuovo segretario dopo le dimissioni di Veltroni. Ex democristiano, proveniente dalla Margherita, dovrà tentare di risollevare il PD dalla crisi gravissima nella quale è caduto dopo le tante sconfitte elettorali, venute una dopo l'altra. Se ci riuscirà siamo certi che nel prossimo congresso del partito potrà conservare la carica : in attesa dovrà sperare di mettere al tappeto i tanti "cacicchi" che hanno impedito all'ex sindaco di Roma di portare a compimento il suo programma. Non sappiamo onestamente se sarà più facile per lui battere Berlusconi nelle prossime consultazioni elettorali o mettere a tacere i numerosi "capi indiani" che fanno il buono e il cattivo tempo sia tra gli ex dc di sinistra sia tra quanti nel PD provengono dal PCI, DS ed altro ancora.

Appena eletto Franceschini ha fatto all'assemblea la consueta faccia feroce: voi che mi applaudite non venite domani a chiedermi questa o quella nomina, vi dirò di no. Tra questi vi saranno i potentissimi uomini e donne che guidano ancora Napoli e la Campania nonostante la loro catastrofica esperienza di "fama mondiale" ? Sarà dura.

Il nuovo segretario ha parlato anche di Berlusconi, naturalmente, affermando che il Cav vuole diventare il padrone dell'Italia, una frase sibillina detta comunque per rassicurare quanti nel partito temono l'invadenza, anche dal punto di vista elettorale, dell'ex poliziotto ed ex magistrato Di Pietro. Come che sia, le poche parole di Franceschini sono sono un piccolo segnale, all'inizio del difficile e pesante incarico, delle sue intenzioni battagliere.

Staremo a vedere. Per ora riveliamo una personalissima impressione che non riguarda linee politiche e altro ancora: Tra il tranquillo e buonista Walter Veltroni e l'acidissimo e sprezzante suo successore, preferiamo di gran lunga il primo.