
teatro
Il testo, vincitore del Premio speciale Riccione per il Teatro nel 2005, è «una confessione camuffata, un diario mascherato, una commedia che parla della paura di diventare grandi, di cambiare la nostra vita per qualcos' altro che non conosciamo». Due famiglie incrociano i destini a causa dei figli quindicenni caparbiamente decisi a sposarsi. Un banale incidente stradale catapulta il protagonista-narratore, Ezio, al centro di questo microcosmo, nel quale i genitori possono essere saggi, ma anche più sballati dei figli, le madri nevrotiche e coraggiose, le nonne inevitabilmente svampite, le figlie bellissime e i cani cocciuti e innamorati. In poche parole, due famiglie di oggi, che sfuggono alle catalogazioni e alle etichette, in evoluzione continua, in equilibrio precario, vive, felici e confuse. Ezio ha trentuno anni, sostiene di non avere grossi problemi (ma soffre di mal di schiena e di crisi di panico), è ricco (perché ha ereditato dal padre il brevetto della pallina per lavatrice), è stato mollato dalla fidanzata: «Il momento era arrivato. L'incidente aveva rotto qualcosa e non parlo solo di alcune mie ossa... da quel momento in poi non ho mai più avuto voglia di stare da solo, di mangiare da solo, di vivere da solo». Debuttato al Teatro dell'Elfo nel maggio del 2007, Happy family ha ottenuto un notevole successo di pubblico (5000 presenze) e di critica, particolarmente sorprendente se pensiamo che Alessandro Genovesi, apprezzato come attore, esordiva nel ruolo di autore e regista. Il successo è stato replicato nella ripresa invernale, diventando un piccolo cult per il pubblico dei ventenni e dei trentenni milanesi. Compagnia TEATRO DELL' ELFO HAPPY FAMILY Uno spettacolo di ALESSANDRO GENOVESI
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