
editoriale Una tragedia nazionale, accuse di omicidio, sciacallaggio politico, attacco alla Costituzione e tanto altro ancora: un fiume inarrestabile di parole ha accompagnato la fine della vicenda di Eleuana Englaro con la morte della giovane, fortemente voluta dal padre dopo diciassette anni trascorsi su un lettino di ospedale. L'applicazione della decisione della corte di cassazione - in mancanza di precise indicazioni legislative - di consentire la sospensione dell'alimentazione, anche idrica, del povero corpo ha dato il via all' operazione da qualcuno definita "eutanasia". Certo é che milioni di italiani hanno seguito con partecipazione anche emotiva una vicenda mai accaduta nel nostro Paese e che ha visto strascichi e polemiche politiche (come al solito) incandescenti e non starò qui a riferirle o a commentarle visto che televisioni e radio di ogni specie, giornali, discorsi e comizi ci hanno inondato di tutto. Vogliamo dire soltanto due cose: la prima riguarda una voce che circola sull'esistenza di una fotografia della giovane quando ancora non si era proceduto a procurarle la "fine". Se è vera, per fortuna non è giunta ai "media" :qualcuno avrebbe avuto certamente la malsana idea di farcela vedere, offendendo ancora una volta Eluana e noi tutti. La seconda riguarda la legge che si vorrebbe approvare per "regolamentare" la fine della vita umana in Italia soprattutto per cercare di evitare il ripetersi di vicende del genere. Non sarà facile viste le divisioni esistenti sia in parlamento che nell'opinione pubblica: quel che è inaccettabile è che ne venga fuori - per accontentare tutti - il solito pastrocchio e confuso cocktail italiano da consegnare dritto dritto agli azzeccagarbugli di turno.
|