
editoriale Le elezioni europee stanno presentando delle sorprese, sin dalla presentazione delle candidature. La "querelle" sulle cosiddette "veline" rischia di essere un grosso macigno sulle spalle, che vediamo piuttosto larghe - ma forse è merito del suo sarto - del presidente del Consiglio. La moglie (Veronica Lario ) ha parlato di "ciarpame senza pudore", il marito ha fatto sapere poi che "lei ha creduto a quello che hanno messo in giro i giornali di sinistra". Delle belle ragazze indicate come candidate per Strasburgo, però, soltanto una si è salvata e si presenterà agli elettori con il suo volto e con un curriculum adeguato di studi e di preparazione politica, secondo i dirigenti del PDL. I maligni dicono che la "scure" di Veronica Lario è stata terribilmente seria e determinata: ma la signora non è rimasta soddisfatta, tanto che alla fine ha chiesto il divorzio. Berlusconi, si sa, vuole sempre essere attorniato da bella gente, anche se non sempre ci riesce. Poi spesso ci ripensa, come quando sosteneva, due mesi fa, che al Parlamento europeo bisognava mandare persone esperte e tecnicamente preparate, pronte a contestare sul campo iniziative di altri Paesi che avrebbero potuto danneggiare l'Italia. In pratica forse si riferiva ad alti dirigenti ministeriali, gli unici a contatto diretto con i tanti problemi italiani. Poi ha lasciato perdere, fortunatamente. Ma fa pensare anche la candidatura di Emanuele Filiberto di Savoia, il "principe ballerino", vincitore di una gara televisiva molto apprezzata dal pubblico. Non abbiamo nulla da dire contro il giovane, ma ipotizziamo che i vecchi repubblicani salteranno sulle loro sedie ( o meglio poltrone, perché appunto vecchi) quando vedranno il nome a lungo vilipeso dei Savoia nelle liste dell'UDC di Casini. A Strasburgo, dice il principe- " farò benissimo perché so parlare cinque lingue e conosco personalmente metà dei capi di Stato e sono parente dell'altra metà" e poi -aggiungiamo noi - una volta in "ballo" tutto si aggiusta. Auguri.
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