
spettacolo
Lo spettacolo,ideato e curato da Paolo Monaldi, porta in scena un esempio di sinergia tra la tradizione andalusa e quella della musica mediorientale, attraverso momenti di musica e danza alternati a momenti di sola musica, interrotti da alcuni respiri dedicati alla recitazione, necessaria riflessione da parte dell'autore. Lo scopo principale è quello di utilizzare questi linguaggi, propri dell'Associazione Culturale Algeciras, per mettere in scena una forma di integrazione musicale intesa quale integrazione culturale, giustificata non solo dall'idea che l'incontro con l'altro rappresenti l'esperienza fondamentale di chiunque, ma anche da quella che tutte le ingiustificate paure nei confronti delle contaminazioni, viste in genere quali perdite, rappresentino al contrario una ricchezza. Spesso si tratta peraltro di una ricchezza giustificata da una matrice comune, ancor più spesso dimenticata e trasformata invece in ostilità ed estraneità. Ma questo tipo di diffidenza e di tendenza alla separazione tra le razze e le culture, può cessare solo se ciascuno riconosce parte di sè nell'altro e accettando come valore aggiunto tutte le altre parti che al contrario in sè non riconosce. Il titolo dello spettacolo richiama la piccola città posta all'estremo sud della Spagna, nella regione dell'Andalusia. Testa di ponte tra la penisola iberica ed il Marocco, luogo di incontro tra due popoli, è dunque punto di scambio tra due culture: l'Occidente e l'Islam. Il dialogo tra le civiltà è una delle espressioni chiave nel discorso mondiale sulla tolleranza culturale e proprio in Andalusia a partire dal 711, anno in cui inizia l'occupazione degli arabi della Spagna meridionale, ha inizio una nuova era che riguarda i campi della scienza, della cultura e dell'arte. Per la prima volta nella storia la regione meridionale della penisola hispánica, chiamata Al Andalus, diviene esempio unico di tolleranza, scambio e convivenza tra le culture musulmana, ebraica, cristiana e gitana. Nel loro intenso e ricco dialogo questi popoli non mirano a convertirsi alle rispettive culture, cercando piuttosto di approfondire la loro comprensione traendo beneficio dall'altro. Il progetto artistico prende spunto ed energia dalla fusione di elementi comuni del flamenco e della musica e danza araba, nel tentativo di manifestare oltre alla possibile coesistenza di due linguaggi d'arte, la possibile e in taluni casi necessaria convivenza di dialogo tra queste stesse culture. Quindi uno spettacolo di musica, danza e a suo modo anche di affermazione di un bisogno di tolleranza e libertà, intesa nella sua più larga accezione, oggi spesso difficile a dichiararsi e ancor più spesso difficile a realizzarsi. Lo spettacolo vede in scena un ensamble musicale costituita da musicisti in gran parte provenienti dal flamenco e da due danzatrici, l'una di danza flamenco l'altra mediorientale, arricchita dalla particolare mescolanza di elementi etnici di differente estrazione.
Per questa occasione Algeciras ha sviluppato una collaborazione con l'associazione Laboratorio 53 onlus, che interverrà in apertura di spettacolo presentando le sue attività ed i progetti in corso. Si tratta di un gruppo nato in seno all'associazione "Medici contro la tortura" in favore dei richiedenti asilo e rifugiati che, in una prospettiva multidisciplinare, offre assistenza e accoglienza alle persone che chiedono protezione internazionale nel nostro paese, in particolare a quelle più fragili e disorientate.
Paolo Monaldi - percussioni
ALGECIRAS
Sabato 6 GIUGNO 2009 alle ore 21,30
Biglietti:
CASA DELLE CULTURE
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