elzevirino
un'estate col "Porcellum"
di Ada

Una buona parte degli italiani non sa che è stata chiamata - a distanza di due settimane - a tornare alle urne. Insieme con chi torna in cabina elettorale per esprimersi nei ballottaggi amministrativi (province e comuni) questa volta - si dice per risparmiare- si voterà tutti per il referendum sulla legge elettorale.

Si tratta di modificare - se dovesse vincere il sì - l'attuale legge che regola le elezioni di Camera e Senato, l'ormai famoso "porcellum" così pesantemente definito dagli stessi suoi autori. Pochi sanno poi che agli elettori verranno consegnate tre schede per rispondere ai relativi quesiti referendari, un insieme di nuove norme che se, dovessero passare, consegnerà, quando si dovrà rinnovare il Parlamento, la maggioranza assoluta alla lista o al partito che avrà un solo voto in più degli altri. Si tratta di un enorme cambiamento rispetto alle attuali norme ed è per questo motivo tutte le liste e i partiti minori sono contrari a consegnare Camera e Senato - senza eventuali contrattazioni e schieramenti politici e programmatici- a quell'unico partito vincitore anche per un solo suffragio. Per di più le nuove norme non cambierebbero di una virgola la disciplina che consente ora ai partiti di scegliere i loro candidati lasciando agli elettori solo il compito di ratificare le scelte dei nuovi parlamentari che - come è avvenuto nelle ultime due elezioni- sono stati praticamente soltanto nominati e non eletti.

E' la norma peggiore del "porcellum" e questa non si ha avuto l'intenzione di cambiarla.

Come si sono schierati i partiti e quali indicazioni hanno dato agli elettori per 21 giugno? Un grosso pasticcio di sì e di no per i più disparati motivi e gli elettori ci capiscono meno di prima.

Il PDL non ha dato disposizioni. Il presidente della Camera, Fini ha detto però che andrà a votare e dirà di sì : non poteva fare altrimenti perchè AN al momento della raccolta delle firme si mobilitò al massimo. Berlusconi (il quale in cor suo sarebbe per il sì ) non si è impegnato nella propaganda per non dar fastidio alla Lega Nord, acerrima nemica del referendum. Se infatti passassero le nuove norme, Bossi perderebbe il suo potere di condizionamento.

A sinistra, tutti i piccoli sono per il no. Il Partito democratico è al solito diviso ma "penserebbe" al no.

Conclusione: ma chi appoggia questo referendum che quasi nessuno più vuole, ma che per la legge si deve fare? Non lo dicono, ma nella sostanza i maggiorenti dei vari partiti sperano in un fallimento e vediamo su quali basi. Come si sa, se alla consultazione non dovesse partecipare la metà più uno degli aventi diritto al voto, il referendum non sarà valido, come è accaduto per la nota legge 40. Ma nessuno dice, salvo la Lega di Bossi, di non andare a votare: non è bello ed educativo. Quasi tutti fanno questo ragionamento: si è in estate, tante famiglie sono già in vacanza; alle "europee" il 35 per cento non s'è fatto vedere alle urne e quindi basterebbe che gli astenuti aumentassero di un quindici per cento per raggiungere il risultato del fallimento. Con la soddisfazione (nascosta) di tutti.