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tre giorni di musica e di sogni

Il mondo celebra i quarant'anni da Woodstock, il leggendario festival rock organizzato da Michael Lang che ebbe luogo nella campagna di Bethel, a nord di New York, nell'agosto del 1969. Sul palco stelle come Joe Cocker, Jimi Hendrix, Santana, The Who, The Grateful Dead, Joan Baez e Janis Joplin; in platea, una moltitudine imprecisata di giovani, sicuramente non meno di quattrocentomila.

Woodstock non era quotato come un grande festival; doveva essere, nelle intenzioni, un evento rock come tanti altri che avvenivano in giro per gli Stati Uniti. La pace universale, la fine della guerra del Vietnam, il libero amore, il superamento del razzismo, ma anche la libertà di drogarsi, erano le principali bandiere sventolate dal pubblico di Woodstock. Il cineasta Michael Wadleigh girò molto materiale e ne trasse un film, l'anno dopo.

I tre giorni di pace e di rock furono considerati come un importante episodio della lotta americana per i diritti umani, che ebbe inizio nella decade del Cinquanta ed ebbe il suo apogeo nel 1963, con la marcia su Washington di Martin Luther King. Nel 1969, però, la guerra del Vietnam offuscò un po' il discorso dei diritti umani per mettere in primo piano le battaglie pacifiste.

Secondo alcuni, il movimento hippie ebbe il suo anticlimax pochi mesi dopo, nel dicembre del 1969, durante il festival di Altamont, in California. Programmato per essere la risposta della costa occidentale americana a Woodstock, l'evento, organizzato dai Rolling Stones, riunì gruppi musicali californiani, ma finì per essere caratterizzato dalla violenza e dalla morte di quattro persone, accoltellate da motociclisti del gruppo Hells Angels contrattati per il servizio di sicurezza del festival. Ad Altamont forse finì il sogno hippie.

Woodstock fu molto di più che un festival musicale; riunì una generazione intorno all'obiettivo della pace mondiale e pose i semi di una cultura che resiste ancora oggi, come il rispetto per l'ambiente, la ricerca di un'alimentazione salubre, la passione per lo yoga e la spiritualità orientale.

La performance che tutti ritengono la migliore fu quella di Jimi Endrix, che morirà l'anno dopo; la sua esecuzione dell'inno americano con un sottofondo di esplosioni di bombe divenne un classico. Anche Janis Joplin, anche lei morta nel 1970, cantò a Woodstock, ma il suo show non fu indimenticabile, probabilmente perché era già distrutta dalla droga, e non entrò nemmeno nel documentario di Michael Wadleigh. Le rivelazioni furono Santana, chitarrista ancora sconosciuto, e Joe Cocker.

Ma la fortuna di Woodstock fu fatta dal pubblico, centinaia di migliaia di giovani in età di cartolina militare che resistettero tre giorni nel fango. Era il rifiuto di una guerra che non capivano.

Oggi le cose sono molto cambiate. Lo stesso Michael Lang, nonostante gli annunci, non se l'è sentita di organizzare il concerto del quarantesimo anniversario. Woodstock resta nel ricordo dei giovani di allora, sessantenni che si chiedono in che cosa il mondo sia davvero cambiato.

articolo pubblicato il: 21/08/2009 ultima modifica: 30/09/2009