editoriale
la grave tensione tra governo e vescovi
di Ada

Una torrida estate per tutti, non solo per il clima. Preoccupa un po' la grave tensione tra Governo italiano e la struttura dei vertici della Chiesa Cattolica. I vescovi si sono pronunciati ad alto livello contro il giornale di proprietà della famiglia Berlusconi per aver pubblicato le vicissitudini non certo esemplari del direttore di "Avvenire", appunto la voce dell'episcopato italiano. "Episodio disgustoso" così è stato definito l'attacco di Vittorio Feltri, neodirettore del "Giornale", al suo collega Boffo. Non entriamo nel merito della "purulenta" vicenda, ma ci sembra piuttosto grave che una diatriba sia pure forte tra due giornali porti ad altissime frizioni tra due istituzioni come il governo della Repubblica Italiana e i vescovi. Berlusconi - che si è subito dissociato dalla sortita di Feltri affermando che non ne era al corrente - si trova ora ad affrontare un problema delicatissimo, ed è ovvio che sia così, ma anche la stessa Chiesa Cattolica si trova in difficoltà ad uscire senza danni da una situazione imprevedibile. Il Vaticano non si pronuncia, ma è significativo che il direttore dell' "Osservatore Romano", organo ufficiale della Santa Sede, abbia affermato di non aver pubblicato neppure una riga delle accuse apparse sulla stampa nazionale, ultimamente anche da "Avvenire", sulla vita privata del Presidente del Consiglio. D'altra parte i rapporti tra i due Stati sono regolati dal Concordato, ma vi sono altri interessi, notevoli, che il governo italiano gestisce autonomamente, come è giusto che sia, quando si tratti - ad esempio tra i tanti - delle scuole private e annessi. Preoccupa poi i moderati in genere che in un sondaggio televisivo gli italiani si sono espressi al 68 per cento a favore di Feltri e non dei vescovi, affermando che ha fatto bene a pubblicare quella roba.

ED IL "LAICO" FINI CI AGGIUNGE IL SUO Il presidente della Camera non gradisce il testo della proposta di legge varato dal Senato sul testamento biologico. Sembra dettato dal Vaticano, ha fatto capire. E lui voterebbe per cambiarlo sostanzialmente. I deputati della maggioranza si divideranno in aula quando si riprenderà a Montecitorio l'esame del provvedimento? E quelli dell'opposizione che pensano? Non si sa, per ora nel PD si attende il congresso del partito e di vedere chi vincerà per la Segreteria.

E PANNELLA TIFA PER IL "LAICO" FINI "Voglio entrare nel Governo" ha detto il carismatico leader radicale nell'ultima, in ordine di tempo, fantasticheria notturna alla radio del partito. Quale Governo? Non certo quello di Berlusconi, pensiamo, ma forse a quello di Fini il quale in tutte queste vicende agostane sta giocando le sue carte in tutta libertà. Ma sarà l'ex segretario del MSI il successore di Berlusconi prima della scadenza dei quattro anni che mancano alla fine della legislatura? Buona notte all'Italia de miracoli.

articolo pubblicato il: 01/09/2009