
teatro
Il progetto teatrale "Vite nuove" ruota attorno alla storia di Enrico Türmer, drammaturgo della Germania dell'Est, che in seguito alla caduta del Muro lascia il suo lavoro per dedicarsi a un giornale fondato da un gruppo di intellettuali militanti. L'incontro con Von Barrista, simbolo dell'Occidente capitalista, lo porterà a rinnegare se stesso e ad abbandonare gli ideali che portarono alla caduta del Muro. Ma la storia è ben più ampia: è quella di una collettività intera che nutriva la speranza nell'oltrepassamento dei limiti geografici, politici e ideologici che la cortina di ferro rappresentava, è l'incontro-scontro tra Est e Ovest, è il fascino indiscreto del benessere e di una libertà spesso confinante con un individualismo sfrenato. A questi "nuovi valori" fanno da contraltare le speranze, i sogni e le illusioni nutrite dai personaggi fino a pochi mesi prima della Germania unificata. Il caledoiscopio epistolare del romanzo di Schulze si tramuta in una struttura drammaturgica giocata su un'alternanza fra passato e presente, grazie alla quale i personaggi sono continuamente a confronto con due realtà (il socialismo reale e il capitalismo) in modi diversi ma egualmente vincolanti. Del romanzo, fitto di situazioni e continui rimandi temporali, sono state selezionate le parti in cui la dimensione privata del protagonista si intreccia alla sfera pubblica delle tensioni, delle paure, delle aspirazioni e dei sogni che hanno portato alla caduta del Muro. La riduzione teatrale di "Vite nuove" diviene metafora dell'oppressione economica e sociale che sottomette gli individui in nome di una qualunque ideologia; questa, degenerando in una conservazione del potere ad ogni costo, diviene cieca ai bisogni reali della gente, in qualsiasi epoca e collocazione geografica. In uno spazio scenico scarno, abitato da pochi semplici elementi, sedici attori (sempre in scena) entrano ed escono dai numerosi personaggi che animano il testo, oscillando fra un passato cupo, sussurrato e clandestino, ove anche i muri hanno orecchie, e un presente che, non vedendo l'ora di scrollarsi di dosso la polvere del Muro appena caduto, non esita a rinunciare agli ideali libertari che hanno portato alla sua realizzazione. Il passaggio fra passato e presente avviene in una dimensione onirica, ove le scene si dissolvono l'una nell'altra e gli attori scivolano da un clima all'altro, mutando personaggio o divenendo, con i loro corpi, elementi scenici essi stessi. VITE NUOVE
articolo pubblicato il: 07/11/2009 |