
arte e mostre
"Quando, dopo molti anni, sembrava che avessi cominciato a comprendere l'inimicizia fra il bene e il male (i contrari in genere), ecco che comincio a scoprire che fra di loro c'è anche un'amicizia segreta, sicuramente precedente alla nostra esperienza, e pertanto rivestita di qualcosa che sfugge alla comprensione umana. Grazie a magici sforzi possiamo sentire questa realtà, possiamo vederla; comprenderla però è impossibile, poiché senza dubbio possiede la sua origine e il suo segreto in un tempo e in uno spazio che vanno ben al di là dei nostri limiti. Sì, credo che a un certo livello dello spirito i contrari smettano di vedersi come tali, smettano di essere due cose per divenirne una sola. È la semplicità del cammino più corto verso la verità. Colore base Napoli [...]. Un tocco di ocra giallo, uno di ocra dorato, e terra di Siena bruciata (meno ½ circa). Leggerissimi tocchi di rosso scarlatto e di rosso Winsor. Pennello nº1. Lavoro molto minuzioso. Pittura, nelle tue mani affido la mia mano." Joan Ponç, Diari d'artista e altri scritti, Edicions Poncianes, Barcellona, 2010 Pittore ed esploratore dei mondi visibili, dei simboli e dei paradossi che avviluppano l'esistenza dell'uomo, Juan Ponç nasce a Barcellona nel 1927. Studia pittura con il maestro Ramon Rogent. Nel 1948 fonda la rivista Dau al Set (insieme a Joan Brossa, Modest Cuixart, Arnau Puig, Joan-Josep Tharrats e Antoni Tàpies), che rappresenta la rinascita dell'impulso creativo nella decadenza della Barcellona del dopoguerra. Insoddisfatto dei circoli artistici catalani, nel 1953 Ponç si trasferisce in Brasile, a San Paolo, e in quest'epoca la sua pittura diviene più ermetica e depurata. Nel 1962 torna in Catalogna e si stabilisce a Cadaques. A partire da questo momento, i suoi lavori, sempre al margine per la fedeltà a impostazioni che s'allontanano dalle correnti dominanti dell'epoca, entrano nei circuiti artistici nazionali e internazionali e l'artista ottiene il riconoscimento di pubblico e critica. Nel 1984, però, Ponç muore nella sua casa di Saint Paul de Vence, in Francia. Ma è fra il 1975 e il 1980, che l'artista spagnolo concepisce le Scatole Segrete (Capses Secretes): 424 acquerelli e disegni di piccolo formato, che danno forma a un'infinità di riferimenti laceranti e di sconcertanti metafore, ben al di là degli ammiccamenti esoterici, fantasmagorici ed esistenzialisti. Ponç eseguì le Scatole Segrete nelle sale d'aspetto e nelle stanze dei vari ospedali francesi nei quali si recava per curare i suoi problemi di vista. Da quei soggiorni ospedaliere nacquero nove suites: Mini-gobbi (Mini-geperuts), Celestiale (Celestial), Strana (Estranya), Sgozzati (Degollats), Estasi (Èxtasi), Scintille (Espurnes), Irregolari (Irregulars), Degenerati (Degenerats), Testa-Candele (Cap-espelmes). Nella convinzione dell'intensità della voce dell'artista e del bisogno della sua riscoperta, la Reale Accademia di Spagna a Roma presenta ora una selezione rappresentativa di queste suites, esposte finora unicamente in due occasioni -nel 1984 e nel 2002- e che rappresentano la quintessenza dell'intera opera dell'artista. Nelle sale dell'Accademia sarà possibile ammirare nove serie di disegni a china e ad acquerello nei quali si riflette la maestria e la forza dei personaggi che popolarono l'universo di Juan Ponç nella fase finale della sua vita. Un universo pittorico coerente che configura un mondo pittorico complesso, poetico, intelligente. Joan Ponç Scatole segrete (1975 - 1980) Apertura della mostra al pubblico: dal 27 maggio al 22 giugno 2010
articolo pubblicato il: 27/05/2010 |