
arte e mostre
Carmen Carmona Fernandez SPAGNA Filippos Tsitsopoulos GRECIA Gerardo Di Fiore ITALIA Boris Glamocanin BOSNIA Zhou Yuechao CINA Titti Sarpa ITALIA Gigi Scaria INDIA Giuseppe di Guida ITALIA Emma Wood UK Mary Fox BRASILE Roberto Di Benedetto e Davide Di Franco ITALIA Dal 12 giugno al 20 luglio il CAM, il museo di arte contemporanea di Casoria_Napoli, dopo le mostre CAMorra, AfriCAM, Politik, Censured e Iranian Glances torna a indagare sulla visione dell'arte in ambiti sociali attraverso la mostra WONDERLAND_Il paradiso degli orchi, a cura di Antonio Manfredi. Il paese delle meraviglie è quello in cui vivono i mostri che subdolamente attraversano la nostra esistenza in totale anonimato. I mercanti del sesso, i pedofili, gli sfruttatori del lavoro minorile e coloro che approfittano della propria posizione per abusare o trasgredire diventano le icone del paradiso degli orchi. I protagonisti della società degli abusi sono il prodotto della corruzione di un'epoca, sono i simboli di una sottocultura volta alla desensibilizzazione del concetto di violenza. Le opere degli artisti in mostra appaiono esteticamente e concettualmente variegate. Dalla Camorra nera di Castel Volturno alla mafia cinese e slava per la tratta delle schiave del sesso, fino ai paradisi dei pedofili nelle favelas sud americane e orientali, WONDERLAND è una riflessione attraverso le immagini degli artisti, è lo spunto visivo per analizzare, comprendere ed evitare che gli abusi diventino normalità. Ecco quindi in mostra il video di Roberto Di Benedetto e di Davide Di Franco che esamina, attraverso le immagini delle zone del casertano, l'intricato rapporto tra camorra e poteri africani che controllano il mercato del sesso. Gli stessi scambi ambigui sono ripresi nell'opera dell'inglese Emma Wood che ritrae i sobborghi londinesi entro i quali si disegnano le linee su cui gli orchi si muovono alla ricerca delle proprie vittime. Strade affollate animate da presenze estranee e angoscianti la cui identità ha perso qualsiasi connotazione umana. Così si aprono alla visione del pubblico le foto e il video del greco Filippos Tsitsopoulos che, come un moderno Arcimboldo, presenta il deterioramento e la corruzione interiore attraverso ritratti deformati. L'analisi degli abusi continua con le sconcertanti fotografie del cinese Zhou Yuechao che esplicita in un rituale orgiastico la condizione della donna come merce sessuale. Su una tavola il corpo nudo si offre al banchetto delle voglie maschili, esautorata da qualsiasi possibilità di ribellione, puro oggetto privo di volontà. Non manca un accenno pop alla stessa problematica nell'opera della spagnola Carmen Carmona Fernandez dove i colori sgargianti stemperano la scena della libido presentandola in versione quasi pubblicitaria. Lo stesso linguaggio narrativo è usato da Mary Fox, artista brasiliana che attinge dalla propria condizione di transessuale per esplicare la sessualità commerciabile attraverso immagini volutamente scontate ma mascherate dall'uso della materia pittorica quasi fosforescente. La fine dell'innocenza è la morte della fatina del bosniaco Boris Glamocanin; l'interruzione di una favola che è l'infanzia, corrotta dalla violenza perpetrata ai danni dei minori che subiscono gli abusi dei mostri adulti. Il paese delle meraviglie, soprattutto quello del terzo mondo, offre questi piccoli corpi allo sfruttamento sessuale. Ogni anno i turisti partono verso le mete allettanti del sesso facile a pagamento. Foto di quei paesaggi paradisiaci appaiono nell'opera del napoletano Giuseppe di Guida, la stampa continua delle offerte di viaggio che fuoriescono dall'installazione dell'artista, rivela l'ipocrisia dei viaggiatori la cui vera meta è il fanciullo di turno di cui approfittare grazie al potere economico. Paesi del terzo mondo, ma anche quelli in via di sviluppo, dove la povertà è il terreno fertile per la ricerca di nuovi mercati da sondare e scandagliare, dove trovare merce nuova da impacchettare e usare, come i corpi, o parte di essi, di gommapiuma, riposti come al supermercato in un carrello della spesa nell'opera del napoletano Gerardo Di Fiore. Sono gli stessi oggetti, le stesse identiche asserzioni di Titti Sarpa, la cui bambola candida e innocente appare come il contenitore vuoto della fanciullezza violata. La violenza subita annienta l'innocenza, ne trasforma l'identità in mero recipiente privo di anima che cancella gli orrori. Sottomissione psicologica e fisica appare anche nel video dell'indiano Gigi Scaria dove bambini lavorano in ambienti insalubri, ripetendo gesti ossessivi come in una catena di montaggio. CAM | Casoria Contemporary Art Museum Via Duca D'Aosta 63/A 80026 Casoria/Napoli/Italia Tel/Fax: +39 0817576167 martedì- mercoledì- giovedì- domenica 10.00/13.00 sabato 17.00/20.00
articolo pubblicato il: 18/05/2010 |