
attualità scientifica
L'orina potrebbe costituire una inesauribile fonte di energia. Un gruppo di ricercatori ha sviluppato un modo di trasformare l'orina in una fonte di energia rinnovabile. Gli scienziati della Università Heriot-Watt di Edimburgo ha creato un sistema di produzione di elettricità a partire dall'urea, il maggior componente organico dell'orina, usato frequentemente nella chimica moderna. È proprio a base di urea che il gruppo ha sviluppato pile di combustibile. Si tratta di un dispositivo elettrochimico di conversione di energia simile ad una batteria, ma si differenzia da questa per il fatto che è progettata per permettere il continuo rifornimento dei reattivi consumati. Le pile di combustibile di urea sono simili a quelle di idrogeno e questa nuova tecnologia è un passo significativo per la scoperta di nuove fonti di energia rinnovabile, anche se il sistema deve ancora essere sviluppato con maggiore precisione. La tecnologia converte l'urea proveniente dall'orina in acqua, diossido di carbonio, azoto e soprattutto in elettricità. Una delle applicazioni possibili può essere quella di generare energia in situazioni in cui non sono disponibili altre fonti, come ad esempio in una roulotte parcheggiata in una località isolata. Un'altra prospettiva è quella di produrre acqua purificata dall'urea, anche se appare difficile convincere qualcuno a berla. Già la NASA usa un procedimento similare di purificazione, con grosse resistenze culturali da parte degli astronauti. Il Prozac, l'antidepresssivo più famoso, è dal canto suo composto anche di proteine estratte dalle orine. articolo pubblicato il: 19/10/2010 |