
teatro
MEMORIE DAL SOTTOSUOLO
di Fëdor Dostoevskji riduzione e adattamento De Robertis - Naglieri
"Un mascalzone, il più abietto, il più ridicolo, il più dappoco, il più stupido, il più invidioso di tutti i vermi della terra."
Memorie dal sottosuolo è forse l'opera più profonda e compiuta di Dostoevskij, quella dove la sua filosofia viene espressa in forma pura, e rappresenta uno sconvolgente resoconto del più turpe lato dell'animo umano. L'"uomo del sottosuolo" è un giovane impiegato inconcludente, a disagio
con se stesso e in collisione con la società, isolato, con una vita di relazione inconsistente, incapace di legare con i colleghi d'ufficio come con gli ex compagni di scuola. Ad una cena in onore del tronfio Zverkov, litigherà con tutti e alla fine della serata compirà un ridicolo, ambiguo e fallimentare tentativo di redimere una prostituta, la giovane Lisa
CASA DELLE CULTURE DI ROMA
articolo pubblicato il: 18/10/2010 |