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cinema
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di Luisa Cotta Ramosino

USA 2004
Regia:
Jay Roach
Sceneggiatura: Jim Herzfeld e John Hamburg
Interpreti: Ben Stiller, Robert De Niro, Dustin Hoffman, Barbra Streisand
Produzione: Dreamworks Pictures e Universal Pictures
Genere:Commedia
Durata: 115'

A quasi cinque anni di distanza dal primo episodio ritornano i protagonisti di "Ti presento i miei", commedia portata al successo dall’incrocio tra la comicità a volte demenziale di Ben Stiller e la figura seriosa creata da un Robert De Niro in vena di autoironia.

Nel tempo intercorso tra l’uno e l’altro film Gaylord Fotter (la differenza del titolo rispetto all’originale inglese serve a riprodurre il gioco di parole non certo finissimo collegato al cognome del protagonista) e la sua compagna hanno finalmente deciso di coronare il loro legame con un matrimonio. Il problema è che Gaylord teme, non a torto, l’incontro tra i futuri consuoceri. Il week end in Florida che infine dovrebbe suggellare l’unione delle due famiglie in un unico “cerchio della fiducia” è destinato a diventare una dura prova a base di equivoci, imbrogli e bugie, fino all’immancabile lieto fine.

In un panorama cinematografico che vede scarseggiare le commedie davvero divertenti, questo film sfodera un poker d’assi tra gli interpreti per sbancare la concorrenza; all’accoppiata De Niro/Stiller del primo episodio, infatti, si aggiungono due pezzi a novanta come Dustin Hoffman (invero ultimamente un po’ prezzemolino) e Barbra Streisand, chiamati ad interpretare una coppia di genitori simil-sessantottini. Lui, avvocato, ha rinunciato alla professione per fare il “mammo”, lei, medico (?) si occupa di terapia sessuale per la terza età; i due vivono in una villa sgangherata, ma non hanno perso né la reciproca libido da adolescenti né l’affetto, un po’ imbarazzante nelle sue dimostrazioni esteriori, per il figlio lontano.

Il gioco, naturalmente, è di contrapporre questa coppia liberal fino all’eccesso a quella ultra-controllata dei genitori della futura sposa; al De Niro ex-CIA viene aggiunto, per aggravare il carico, un poppante iperstimolato e addestrato meglio di un cane con il prevedibile esito di scontri sempre più evidenti.

Gli autori del film puntano a far risaltare una sostanziale somiglianza delle due coppie di genitori, entrambe forse troppo attaccate ai figli e dunque pronte ad ostacolare, più o meno volontariamente e più o meno grossolanamente, il legame tra i figli.

La sequela di equivoci e di situazioni che costituiscono il film, a volte eccessivamente volgari per essere divertenti, non presenta grandissime sorprese rispetto al primo episodio, ma naturalmente il calibro dei protagonisti permette a una storia altrimenti un po’ troppo sopra le righe di tenere un certo ritmo fino a prevedibile lieto fine all’insegna della confusione religiosa.

In questo calderone, comportamenti più o meno sensati e preoccupazioni più o meno serie si mischiano a futilità e consigli da pagina di femminile economico e fa un po’ dispiacere che l’unico modo rimasto per far ridere la gente sia ricorrere all’esibizione di turpiloquio e umorismo corporale, per non parlare degli ammiccamenti sessuali che finiscono per rendere la pellicola a tratti sgradevole e meno adatta ai più piccoli.

C’è senza dubbio di peggio sugli schermi nostrani e questo film ha se non altro il merito di ribadire un pur generico appello al valore della famiglia (sia essa quella un po’ rigida modello De Niro o quella antitradizionale dei Fotter) come luogo di crescita dell’individuo, anche se la simpatia degli autori sembra andare decisamente nella direzione della “liberazione” sentimental-sessuale dei Fotter condannando alla pubblica gogna (perché resa caricaturale) la severità e il buon senso dell’altro lato della medaglia.

(per gentile concessione di www.familycinematv.it)

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