25% Catalonia at Venice, Evento Collateralle alla 55.
Esposizione Internazionale d'Arte - La Biennale di Venezia
Un'opera di nuova produzione di Francesc Torres e Mercedes Álvarez, curata da Jordi Balló,
rappresenterà la Catalogna alla 55. Esposizione Internazionale d'Arte - la Biennale di Venezia
E' stato presentato alla stampa il progetto 25%, una opera di nuova
produzione dell'artista visivo Francesc Torres e della cineasta Mercedes Álvarez, curata da Jordi Balló e promossa
dall'Institut Ramon Llull (IRL) come Evento Collateralle alla 55. Esposizione Internazionale d'Arte - La Biennale di Venezia.
La proposta di questo progetto prende le mosse da una riflessione sul ruolo dell'arte nella situazione di crisi
sistemica in cui ci troviamo: 25% designa la percentuale di disoccupazione in Catalogna. La massiccia disoccupazione che
colpisce un quarto della popolazione attiva ci obbliga a intraprendere iniziative per reagire contro il rischio che questa
situazione diventi una condizione di vita tollerata, se non addirittura invisibile. Renderla visibile, mostrarne tutta la
durezza, mettere in luce la dignità delle persone che la patiscono e svelarne il paradosso etico ed estetico sono obiettivi
centrali di questo progetto.
La conferenza stampa e l'opening di 25%, Evento Collateralle alla 55. Esposizione Internazionale d'Arte - La Biennale di
Venezia, sono state presiedute dall'assessore alla Cultura del governo catalano, Ferran Mascarell, e hanno anche
partecipato e preso la parola il direttore dell'Institut Ramon Llull, Vicenç Villatoro; il direttore di Promozione delle
Industrie Culturali del Comune di Barcellona, Llucià Homs; il curatore, Jordi Balló; e l'artista Francesco Torres
L'assessore alla Cultura del governo catalano, Ferran Mascarell, ha battezzato la mostra di "coraggiosa" e ha affermato
che "ha molto senso". Secondo lui, "un paese con una percentuale di disoccupazione del 25% è un paese che ha un buco
nero, e i buchi neri sono realtà poco capite che possono inghiottire tutto il cosmo. Perciò, dobbiamo riconoscere la
situazione in cui ci troviamo, una realtà estremamente complessa". Comunque, Mascarell è convito che "questa sarà
una de le mostre più commentate della 55. Esposizione Internazionale d'Arte - La Biennale di Venezia perché offre un
profondo analisi sulla realtà che non sia ignorato". Anzi, lui ha assicurato che "il fenomeno che descrive 25% non è unico
della Catalogna o la Spagna, siccome fa riferimento a un problema strutturale e di modello sociale di sviluppo globale".
Il direttore dell'Institut Ramon Llull, Vicenç Villatoro, ha anche fatto riferimento alla tematica di 25% e ha affermato che
"si può riflettere su questo percentuale di disoccupazione da diverse prospettive: la sociologica, la economica, la
politica...Ma, dall'Institut Ramon Llull celebriamo che l'analisi sia fatto da una visione culturale e specificamente dall'arte
contemporanea."
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Llucià Homs, rappresentante del Comune di Barcellona, ha risaltato la rilevanza di essere presenti in un evento così
importante e internazionale come la Biennale di Venezia: "in questi momenti la internazionalizzazione della cultura è più
necessaria che mai e il fatto di essere presenti qua è chiave. Proprio per questo, con questa mostra, la cultura catalana si
stabilisce nell'attuale dibattito centrale".
Il curatore di 25%, Jordi Balló, ha spiegato che "la mostra è fedele alla sua idea originale, non possiamo accettare
situazioni che non sono accettabili". In questa direzione, ha assicurato che "non è vero che la popolazione disoccupata é
una popolazione inattiva e non possiamo riferirci alle persone che non hanno un lavoro como se fossero soltanto una
statistica senza viso ne storie. Non possiamo neanche pensare che la crisi sistemica in cui ci troviamo non ha nessun
rapporto con l'arte contemporanea. Precisamente questa mostra indaga su queste contraddizioni".
Finalmente, il fotografo Francesc Torres si è riferito al processo d'ideazione del progetto: "ci siamo avvicinati a questa
complessa e delicata realtà da una profonda onestà e con una grandissima complicità fra tutti i partecipanti". Secondo
Torres, il più notevole è stata la collaborazione con i partecipanti che sono diventati anche autori: "le otto persone che
abbiamo documentato attraverso fotografie e video sono diventati autori del progetto dal primo momento, con una
grandissima prossimità e implicazione. Così, 25% è un'opera di gruppo".
I partecipanti
Otto persone disoccupate, che coprono il più ampio spettro sociale possibile (un senegalese impegnato nel settore del
riciclo, un'architetta giovane e sovra qualificata, una ricercatrice scientifica, un operaio metallurgico sui 50... ), sono stati
fotografate da Francesc Torres durante un periodo di convivenza di 1‐2 settimane. In questo lasso di tempo, l'artista ha
documentato le loro vite quotidiane e realizzato un ritratto di grandi dimensioni di ognuno di loro. A ciascun partecipante
è stato chiesto di portare un oggetto dal contenuto emozionale che ha nella propria casa (un dipinto, una statuetta, una
riproduzione...). I personaggi hanno poi visitato singolarmente il MACBA (Museo d'arte contemporanea di Barcellona),
dove hanno scelto un'opera della collezione permanente del museo e spiegato il motivo del loro interesse. Filmata dalla
cineasta, questa incursione al museo andrà a far parte dell'installazione, insieme alle fotografie di Francesc Torres e alle
due opere scelte da ciascun partecipante, una fra gli oggetti di proprietà e l'altra nella collezione del MACBA.
La selezione degli 8 partecipanti è stata effettuata in collaborazione con diverse associazioni che operano in ambiti diversi
per affrontare la crisi sistemica della Catalogna riguardo alla disoccupazione e alla mancanza di prospettive professionali e
lavorative. Le otto persone selezionate sono: Gessamí Sánchez Ollé, 33 anni, biochimica, membro della Federació de
Joves Investigadors Precaris; Noèlia Asensi, 32 anni, architetta, autrice di progetti sull'arte effimera; Aura Jobita
Gonzáles, ecuadoregna, 45 anni, collaboratrice domestica e operaia di fabbrica; Pedro González, 48 anni, operaio
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metallurgico; Cyntia Terrade, 22 anni, senza esperienze lavorative; Mamadou Kheraba Drame, senegalese, 43 anni, da 15
anni a Barcellona e impegnato nel campo del riciclo; Alejandro Roldán, 60 anni, membro della Plataforma d'Afectats per
la Hipoteca di L'Hospitalet; Joan Andreu Parra, 42 anni, prima cassiere in diverse filiali di banca, ora alla ricerca di un
lavoro etico.
Le opere della collezione permanente del MACBA selezionate dagli 8 cittadini e presenti all'esposizione a Venezia sono
degli artisti Hans Haacke (Condensation Cube); Federico Guzmán (Emboscadura); Carlos Pazos (Aquella noche volví a
llorar con Bambi); Jaume Xifra (Morceau d'art); Alan Sekula (Shipwreck and Workers); Esther Ferrer (Cadira Zaj); Jorge
Oteiza (Retrato de un gudari llamado Odiseo) e Perejaume (Compostatge de nou pintures, compostatge de sis pintures,
compostatge d'una pintura amb marc i vidre). Alcune opere erano esposte nelle sale del museo, altre invece erano
conservate in magazzino.
25%: Catalonia at Venice
Cantieri Navali. Castello 40
articolo pubblicato il: 30/05/2013