periodico di politica e cultura 18 aprile 2026   |   anno XXVI
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opinioni e commenti: smentite le narrazioni delle sinistre

tutti gli indici sono positivi

di D. B. V.

Se l’opposizione, o meglio le opposizioni, vogliono muovere critiche polemiche contro il Governo nazionale di centrodestra – come è loro facoltà in democrazia – sarà meglio che modifichino profondamente le loro narrazioni in materia economico-sociale e finanziaria. Gli ultimi dati Istat pubblicati in questi giorni (non bastassero lo spread in continua discesa, il netto miglioramento di tutti i rating degli Istituti di valutazione, la corsa interna ed internazionale ad accaparrarsi i titoli di debito pubblico emessi dallo Stato italiano), trovano ulteriore conferma nelle sintesi di due tra i più accreditati analisti in campo socio-economico, previdenziale e finanziario come Alberto Brambilla e Marco Fortis, di pochi giorni preceduti dal sociologo prof. Luca Ricolfi. L’occupazione ha toccato i livelli più alti da almeno due decenni, specie quella stabile. Il caos sui dati della “povertà”, confusi con quelli sulle ”deprivazioni relative” di beni sociali e materiali, non vale ad oscurare la sostanza: il reddito pro capite italiano, nel quadriennio di governo in corso, è cresciuto sensibilmente; così come il potere di acquisto delle famiglie, nonostante l’aumento dei prezzi al consumo, è cresciuto di 20 miliardi complessivi in appena un anno. Dal 2022 ad oggi l’incremento è stato di 687 euro per abitante, al netto dell’inflazione. Non è un artificio statistico, ne hanno beneficiato praticamente tutti i ceti. D’altra parte c’è una controprova: in aumento il risparmio privato globale, focalizzato principalmente sui piccoli investitori.

Né è vero che, come va straparlando la Schlein e più grossolanamente anche Antonio Conte, l’attuale Governo favorisca l’evasione fiscale e tuteli i cosiddetti benestanti. Il Fisco, tra gennaio e novembre 2025, ha segnato entrate per 530 miliardi (accrescimento del 2,2%), determinato dall’espansione della base produttiva e dal contrasto all’evasione. L’aumento, in verità, è dovuto al 5,2% in più delle ritenute sul lavoro autonomo e ancor maggiore sui redditi da capitale. Contestualmente scende il monte ritenute Irpef su lavoro dipendente e pensioni dell’1,9%. Non è detto che questo sia sempre “giusto”, è da vedere; ma certamente smentisce le tesi di sinistre che non hanno più alcuna credibilità nell’atteggiarsi a voce dei più indigenti. Che persistano aree di disagio strutturali alla nostra società, è innegabile. Ma è ampia e variegata la gamma di sostegni e contributi straordinari, specie sul versante famiglia, che il Governo di centrodestra ha attivato, anche con la ultima Finanziaria. Inoltre si sono prese di petto, con successo, intere aree di preoccupazione. Si sono rinnovati quasi tutti i contratti del pubblico impiego, con rilevanti benefici retributivi. E’ stata sostanzialmente vinta in sede comunitaria la battaglia per cancellare i tagli all’agricoltura e zootecnia: la PAC (politica agricola comunitaria) prevede anzi, grazie alla pressione svolta, 10 miliardi in più per l’Italia subito, con la disponibilità di ulteriori 45 miliardi dal 2028. In sostanza, senza voler fare i difensori di ufficio – i lettori sanno che non è la nostra postura – va riconosciuto che l’Esecutivo Meloni, se non ha dato luogo a rivoluzioni propriamente dette, ha oggettivamente modificato la rotta, con forte evoluzione positiva sia sul versante economico-finanziario sia su quello (connesso) sociale, a fronte di un quadro internazionale pesantissimo, dimostrato anche dalle serie difficoltà in cui si sono cacciate economie europee che si accreditavano solide e ci venivano additate come esemplari.

articolo pubblicato il: 22/01/2026 ultima modifica: 04/02/2026

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