
Ho pensato che il senso del tuo libro potesse essere conden¬sato in un verso che campeggia in alto su una pagina bian¬ca, fra parentesi quadre – dunque omissive: «[questa poe¬sia non si è salvata]». Registrare l’accadimento, esponendo quanto di insalvabile permane in questo mondo, brutture e brutalità comprese. Mi viene in mente una poesia di Anto¬nella Anedda, tratta da Historiae, nella quale l’«insalvabile» salvato in una nube/cloud porta invece con sé una visione, forse una speranza. Da questo tuo libro sembriamo invece uscirne afflitti. Eppure, proprio l’esposizione della bruttura ci chiede un risveglio, un’ostinazione, una sollevazione, un colpo di reni per uscire da «un sistema binario uno zero sì no / l’idea che non cambia mai niente». Forse sto imma¬ginando tutto questo, per non cadere nel baratro, per non sostare (o perché non so stare) troppo a lungo in una “scala di grigi”? (dalla postfazione di Sara Sermini)
Fabrizio Miliucci (Latina, 1985) vive e lavora a Roma. Ha pubblicato Nuove poesie (Perrone, 2010) e Saggio sulla paura (Pietre Vive, 2022).
Fabrizio Miliucci
Genitivo
Postfazione di Sara Sermini
Collana Microliti
Pagine 100, 13 euro
Marco Saya Edizioni
Dal 4 giugno 2026
Un’opera dissonante che insegue la frammentazione dell’io
Dal 2026 Marco Saya Edizioni entra a far parte del Gruppo PAP, diretto da Elena Mearini, insieme alla Piccola Accademia di Poesia di Milano. All’interno di questo ecosistema, la casa editrice rappresenta il luogo della pubblicazione: uno spazio in cui la parola poetica trova forma editoriale. La casa editrice è guidata da un gruppo di persone che condividono una stessa visione della poesia: un lavoro sul linguaggio, sulla ricerca e sulla responsabilità editoriale. Il catalogo nasce dal dialogo tra scrittura, esperienza editoriale e progettazione culturale.
https://www.marcosayaedizioni.it/
articolo pubblicato il: 06/06/2026