Una presunta contessa (di padre polacco) Eva Bolasky, in arte Lady Eva, nella cruda realtà la napoletana Filumena Cangiullo, cura una rubrica di piccola posta per la rivista femminile Adamo ed Eva. I suoi articoli sono di grande successo e conquistano il cuore di molte donne, invasate al punto di volerla conoscere e di recarsi a Roma per conferire con lei. Tutte leggono Lady Eva, aristocratiche e popolane, contesse in pensione e figlie di tabaccai, che seguono consigli amorosi redatti dalla signora con l’aiuto della madre (Primavera).
Il film è un contenitore di episodi da commedia, in puro stile neorealismo rosa. Conosciamo la moglie di un vigile urbano (Peppino De Filippo) che organizza una festa a sorpresa per far promuovere il marito; un’aspirante attrice che tenta il suicidio come Marilyn Monroe per farsi notare da un regista; un’anziana contessa (Pellegrini) circuita da un finto barone, un truffatore millantatore (Sordi) che gestisce un ospizio - lager. Lady Eva vive la sua brava storia d’amore, apre un salone per animali e vorrebbe conquistare il cuore di un bel veterinario (Raimondi), ma l’impresa riesce alla ragazza aspirante attrice e la sibilla polacca deve fare buon viso a cattivo gioco. Finale al commissariato dove Alberto Sordi viene scoperto e finisce in galera a progettare futuri intrallazzi.
Attori molto bravi. Franca Valeri è la vera mattatrice nel ruolo storico da finta snob interessata solo a questioni di cuore, che parla un italiano mescolato a strane espressioni britanniche. Alberto Sordi è ancora legato ai vecchi personaggi radiofonici - caricaturali ed estremi - ma nella seconda parte del film sembra liberarsene per entrare nei panni dell’italiano medio cialtrone e approfittatore. Peppino De Filippo è bravissimo come vigile urbano che odia Lady Eva e vorrebbe farla punire dal commissario perché ha dato a sua moglie un consiglio che l’ha messo in difficoltà con il superiore. Nel cast vediamo anche Memmo Carotenuto (Vannuccio), un giovane Luciano Salce (proprietario di un cane di razza) e il fascinoso Sergio Raimondi (veterinario) - doppiato da Nino Manfredi - concupito da Anna Maria Pancani (Franchina).
Splendida fotografia in bianco e nero di Tonino Delli Colli, che immortala una Roma bruciata dal sole ancora vivibile e lontana dal traffico contemporaneo. Film d’impostazione teatrale, costruito come un contenitore di episodi comici concatenati tra loro, basato su rapidi dialoghi, concepiti in campi e controcampi espressivi ed efficaci. Il montaggio di Giuliana Attenni costruisce 95’ di pellicola mai eccessivi, a parte qualche lentezza sentimentale figlia dei tempi, impossibile da epurare. Colonna sonora d’epoca di Raffaele Gervasio. La voce narrante - mai invasiva, anche se un po’ retorica - è di Arnoldo Foà . In una rapida sequenza si vedono gli studi televisivi delle prime trasmissioni Rai e notiamo Nicoletta Orsomando, una delle storiche annunciatrici, nella parte di se stessa. Una vera commedia d’altri tempi, rivista grazie alla programmazione estiva di RTV 38 dedicata ai Capolavoro del Cinema Italiano. Consigliato il recupero.
Regia: Steno. Soggetto e Sceneggiatura: Steno, Lucio Fulci, Sandro Continenza. Fotografia (B/N): Tonino Delli Colli. Montaggio: Giuliana Attenni. Musiche: Raffaele Gervasio. Scenografia: Franco Lolli, Gastone Carsetti. Produttore: Sandro Pallavicini. Casa di Produzione: Incom. Paese di Produzione: Italia, 1955. Genere: Commedia. Durata: 95’. Interpreti: Alberto Sordi (barone Rodolfo Vanzino Castelfusano d’Arezzo), Franca Valeri (Filomena Cangiullo, alias Eva Bolasky, in arte Lady Eva), Sergio Raimondi (Marco Cappelli), Anna Maria Pancani (Franchina), Nanda Primavera (madre di lady Eva), Amalia Pellegrini (donna Virginia Lacchi di Portello), Memmo Carotenuto (Vannuccio), Nietta Zocchi (moglie di Gigliozzi), Peppino De Filippo (il vigile Pipinuccio Gigliozzi), Salvo Libassi (ing. Rocco Tamburello), Georges Brehat (il dottore inglese), Silvio Bagolini (direttore del giornale), Luciano Salce (proprietario del cane Wotan), Franco Jamonte (l'infermiere della casa di riposo), Giusi Raspani Dandolo (donna all'apertura della clinica per animali domestici), Nicoletta Orsomando (se stessa), Vincenzo Talarico (l'editore).
articolo pubblicato il: 11/08/2026