periodico di politica e cultura 5 settembre 2026   |   anno XXVI
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il cinema di caino: Eduardo De Filippo

"Ragazze da marito" (1952)

di Gordiano Lupi


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Un film storico perché è una delle ultime occasioni per vedere la famiglia De Filippo riunita, pensato dal produttore Forges Davanzati per smussare i dissapori tra Peppino e Eduardo - che non lavoravano insieme dal 1944 e si ritroveranno ancora in Cortile e Ferdinando I re di Napoli - ma la pace tra i due grandi attori non viene siglata, anzi, litigi e dissidi caratterizzano l’intera lavorazione della pellicola.

Eduardo è uno dei grandi nomi della nostra letteratura, noto soprattutto come autore teatrale, non disdegna il lavoro nel cinema, sia come regista (e sceneggiatore), sia come attore. Questo film è una via di mezzo tra la commedia classica d’impianto teatrale, il neorealismo rosa e la commedia balneare, ma il finale vira in senso drammatico, subito stemperato da risvolti sentimentali.

La trama in poche parole. Oreste (Eduardo) è un morigerato impiegato statale che viene convinto dall’amico Giacomino (Peppino) a truffare lo Stato e a concedere licenze d’esportazione fasulle ad alcuni imprenditori in cambio di denaro. Tutto per questo per consentire alla moglie Agnese (Titina) di portare le figlie al mare in cerca di un buon partito da sposare, una tantum non a Santa Marinella ma a Capri, luogo al di sopra delle possibilità di un modesto impiegato.

Le ragazze purtroppo non hanno una gran fortuna. Gina (Carell) - la maggiore - viene messa incinta da Claudio (Fabrizi), un ricco imprenditore a caccia di avventure. Anna Maria (Ferrero) si mette insieme a un modesto giornalista e Gabriella (Scala) sposa un ricco industriale ma deve andare a vivere a Milano. Oreste in compenso perde il lavoro, perché la sua vita eccessiva ha destato sospetti nei superiori che controllano le sue pratiche e scovano le truffe. Resta il disonore dopo 25 anni di servizio per un uomo convinto dalle cattive amicizie e da una moglie ambiziosa a far cose che non avrebbe mai voluto fare.

Ragazze da marito vede un cast eccellente. Non solo la famiglia De Filippo al completo nei ruoli principali, gestiti in dialoghi teatrali e smorfie da consumati attori di commedia, ma anche Carlo Croccolo (socio balbuziente di Peppino) e Carlo Campanini (collega di lavoro di Edoardo). Tra le ragazze addirittura Delia Scala (subrette di Macario), Lianella Carell e Anna Maria Ferrero, come figlie in cerca di marito. Franco Fabrizi e Ivo Garrani completano il prezioso cast.

Sceneggiatori di gran livello come Age & Scarpelli, Stefano Vanzina (Steno) e lo stesso Edoardo conferiscono al lavoro una buona solidità narrativa, anche se la parte da commedia balneare risulta decisamente avulsa dal contesto. Fotografia del grande Leonida Barboni e colonna sonora niente meno che di Nino Rota (diretta da Franco Ferrara). Un film girato in un nitido bianco e nero, montato in 93 agili minuti da un esperto Mario Serandrei, formato quadrato (secondo la moda del tempo), girato con accorgimenti teatrali (quasi tutto in interni) con poche concessioni al golfo di Capri e alla bellezza di Roma nei primi anni Cinquanta. Dissolvenze a tendina - una caratteristica insolita ai giorni nostri - che separano i diversi quadri e le sequenze che si danno il cambio sul grande schermo.

Ragazze da marito, come tutte le opere di Eduardo, non è una commedia fine a se stessa dal taglio farsesco, ma racconta la vita del periodo storico con pennellate di neorealismo rosa. Il regista sfida la censura in diverse sequenze che per le ragazze prevedono solo il costume da bagno, concesse con la scusa dell’ambientazione balneare, anche se alcune parti che vedono protagonista Laura Gore (veneta a Capri) e Anna Maria Ferrero non sarebbero del tutto giustificate. Girato negli studi Titanus, per gli esterni tra Roma e Capri. Un buon successo - in Italia oltre 170 milioni d’incasso -, esportato in Portogallo e Germania. Una riscoperta grazie a RTV38.

Regia: Edoardo De Filippo. Soggetto: Age & Scarpelli, Steno. Sceneggiatura: Agenore Incrocci, Furio Scarpelli, Stefano Vanzina, Edoardo De Filippo. Fotografia (B/N): Leonida Barboni. Montaggio: Mario Serandrei. Musiche: Nino Rota (dirette da Franco Ferrara). Scenografia: Piero Filippone. Trucco: Gianni Donelli. Produttore Esecutivo: Domenico Forges Davanzati. Case di Produzione: Produzioni Forges Davanzati, Titanus. Distribuzione (Italia): Titanus. Paese di Produzione: Italia, 1952. Durata: 93’. Genere: Commedia. Interpreti: Eduardo De Filippo (cavaliere Oreste Mazzillo), Titina De Filippo (Agnese, moglie di Oreste), Peppino De Filippo (Giacomino Scognamiglio), Lianella Carell (Gina, figlia maggiore di Oreste), Delia Scala (Gabriella, seconda figlia di Oreste), Anna Maria Ferrero (Anna Maria, terza figlia di Oreste), Carlo Campanini (Cipriani, collega di Oreste), Carlo Croccolo (Salvatore, bancarellaro), Rosario Borelli (Carlo), Laura Gore (Rosa, signora veneta a Capri), Monica Clay (Kiki), Franco Fabrizi (Claudio Fortis), Pamela Matthews (Mirca, la donna apolide), Lyla Rocco (Doris, la sua segretaria), Olinto Cristina (commendator Spadoni), Ivo Garrani (Tommaso Spadoni, suo figlio), Luca Cortese (vecchio che riporta il remo), Giovanna Mazzotti (ragazza al bar col bikini nero), Dino Curcio (poliziotto che multa la bancarella), Marco Vicario, Rita Mara, Alma Del Rio.

articolo pubblicato il: 28/07/2026 ultima modifica: 03/08/2026

La Folla del XXI Secolo - periodico di politica e cultura
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