Troppi errori commessi le portano a mettersi in contrasto con la malavita che finisce per minacciare Angie, rapire temporaneamente il figlio, e obbligare a restituire parte dei soldi guadagnati sulle spalle degli immigrati. Un film girato con macchina a mano e nervose soggettive, montaggio consequenziale sincopato e inquieto, realista e cinico, che non fa sconti a nessuno, dove buono e cattivo non sono categorie da prendere neppure in considerazione. Ken Loach compie un’analisi concreta e partecipe su quel che è diventato il mondo del lavoro, mettendo in primo piano il problema dell’immigrazione clandestina e della sua regolarizzazione, senza dimenticare gli infortuni sul lavoro.
Soggetto e sceneggiatura del solito Paul Laverty (vince l’Orsella a Venezia), che lavora a stretto contatto con la regia di Loach (sono collaboratori da sempre), mentre dobbiamo segnalare un’ottima confezione fotografica di Nigel Willoughby (opaca, grigia e metropolitana) e un montaggio abbastanza serrato di Jonathan Morris. Colonna sonora (più che consona al tipo di storia) di George Fenton. Film selezionato per la 64esima Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Titolo in lavorazione: These Times (Nel nostro tempo). Citazione nel corso del film di Dog Soldiers, una pellicola di Neil Marshall, trasmessa da un televisore. Un film da recuperare.
Regia: Ken Loach. Soggetto e Sceneggiatura: Paul Laverty. Fotografia: Nigel Willoughby. Montaggio: Jonathan Morris. Musiche: George Fenton. Distribuzione (Italia): BIM Distribuzione. Lingua Originale: Inglese. Titolo Originale: It’s a Free World …. Durata: 96’. Paese di Produzione: Gran Bretagna, 2007. Genere: Drammatico. Interpreti: Kierston Wareing (Angie), Juliet Ellis (Rose), Leslaw Zurek (Karol), Colin Caughlin (Geoff), Joe Siffleet (Jamie), Raymond Mearns (Andy), Frank Gilhooley (derek), Serge Soric (Tony).
articolo pubblicato il: 04/04/2026 ultima modifica: 09/04/2026