periodico di politica e cultura 5 settembre 2026   |   anno XXVI
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cinema: LXXXIII Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia

"Holy Wood Dust"

Verrà presentato in selezione ufficiale Open - Fuori Concorso all’83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia Holy Wood Dust, il nuovo film documentario di Victor Kossakovsky, fra i documentaristi più premiati e acclamati del nostro tempo e due volte nella shortlist degli Oscar, con la partecipazione del celebre botanico Stefano Mancuso.

Una produzione Be Water Film, Solaria Film con Rai Cinema, in coproduzione con Oceanika, Allegra Films e Doppelplusultra Filmproduktion. Prodotto da Mattia Guerra per BE WATER FILM, Emanuele Nespeca per SOLARIA FILM, Alba Sotorra, Marta Figueras, Belén Sánchez, Laura Álvarez per OCEANIKA, Mayca Sanz L-Higueras per ALLEGRA FILMS, Frank Müller per DOPPELPLUSULTRA FILMPRODUKTION. Con il contributo di MIC-DGCA, ICAA, con il supporto di ICEC e del MOIN Film Fund Hamburg Schleswig-Holstein, con il sostegno di Regione Lazio - Lazio Cinema International, con la partecipazione di ZDF/ 3SAT, RTVE, 3Cat e in collaborazione con Trentino Film Commission. Le vendite estere che sono a cura di Rai Cinema International Distribution.

Kossakovsky e Mancuso ci accompagnano in un viaggio senza precedenti nella vita degli alberi. Cosa succede nel secondo successivo all'abbattimento di un albero? Cosa pensa e prova quell'albero in quel preciso istante? Holy Wood Dust è un invito a ripensare radicalmente il regno vegetale da una prospettiva nuova e rivoluzionaria.

Fortemente lirico, l’opera affida alle immagini e al paesaggio sonoro il racconto di un mondo vegetale osservato da una prospettiva inedita. Lo sguardo visionario e poetico di Kossakovsky costruisce un film che vive di contrasti estetici e simbolici, in cui suoni ambientali e musica si intrecciano con armonia, dettando l’incedere narrativo e costruendo una tensione drammatica che accompagna il viaggio del film.

“Il film vuole mettere in luce la straordinaria complessità degli alberi, le loro capacità di apprendere, comunicare e creare legami”, afferma Victor Kossakovsky. “Spero che gli spettatori possano arrivare a riconoscere che alberi e piante hanno lo stesso diritto di esistere degli esseri umani. Il vero progresso consiste nello sviluppare empatia nei confronti del mondo naturale”.

Con Holy Wood Dust, Kossakovsky torna così a interrogare il rapporto tra essere umano e natura attraverso un’esperienza cinematografica immersiva, in cui la ricerca visiva, il suono e la musica diventano strumenti per osservare ciò che normalmente rimane invisibile.

articolo pubblicato il: 24/07/2026

La Folla del XXI Secolo - periodico di politica e cultura
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