Presente numerose volte alla Biennale nei suoi diversi settori, Simone Forti aveva partecipato alla 39. Biennale Arte del 1980 nella sezione dedicata a L'arte negli anni Settanta - film e videoproduzioni di artisti che lavorano in performance curata da Achille Bonito Oliva, Michael Compton, Martin Kunz, Harald Szeemann; mentre alla Biennale Danza del 2018 veniva presentato An Evening of Dance Construction (2009), il film che ripropone quelle danze radicalmente nuove diventate leggendarie che la Forti aveva originariamente presentato nel loft/studio di Yoko Ono nel 1961, serie poi ricostruita per il Museum of Contemporary Art (MOCA) nel 2004; fino al 2023, quando le viene attribuito il Leone d’oro alla carriera al 17. Festival Internazionale di Danza Contemporanea per “un corpus di opere - performance, disegni, film, video, fotografia, installazioni e scritti - sorprendente per varietà e unico per capacità visionaria” come recitava la motivazione del direttore Wayne McGregor. E proseguiva: “Autodefinitasi artista o movement artist, così da non costringersi nelle convenzioni e ortodossie dell’essere una ‘coreografa’, Simone Forti si è sempre mossa liberamente e senza confini tra mondi creativi, intrecciando diverse discipline e – facendo questo – ha sostenuto la superiorità del corpo, o piuttosto ‘il pensare con il corpo’ come forza di sperimentazione, azione e (re)invenzione” (Wayne McGregor).
articolo pubblicato il: 30/07/2026