Ancora sabato 29 giugno all’Ex-Battistero della Manna d’Oro alle ore 11 inaugura la mostra Legà mi, un progetto del fotografo Luis Alberto Rodriguez e della set designer Afra Zamara per la Fondazione Carla Fendi, Main Partner del Festival, in collaborazione con Mahler & LeWitt Studios. I due artisti hanno reinterpretato alcuni tra i 3.800 costumi che illustrano la storia del Festival: legandoli, annodandoli, sovrapponendoli, hanno costruito nuove combinazioni che ne catturano il fascino e i dettagli. Il risultato è esposto in una mostra fotografica dal 29 giugno al 14 luglio.
Come ogni anno i Musei Civici di Spoleto ospitano una serie di interventi di artisti contemporanei in sedi diverse in un circuito d’arte all’interno della città . Si segnala in particolare la mostra personale di Chiara Camoni – autrice del manifesto di Spoleto67 –, un percorso espositivo che si snoda attraverso le stanze del Piano Nobile di Palazzo Collicola (28 giugno–14 luglio). Richiami al mondo naturale e vegetale, fortemente presenti nella pratica dell’artista, si incrociano con gli spazi, in un dialogo inedito che vede anche la presenza di opere realizzate per l’occasione.
Dal 2010 l’associazione Mahler & LeWitt Studios promuove un programma di residenze artistiche a Spoleto. Per Spoleto67 è in programma la mostra delle opere di Jonathan Monk (Torre Bonomo, 28 giugno–14 luglio), incluse alcune sculture in ceramica realizzate a Deruta durante la sua residenza presso i Mahler & LeWitt Studios. Il lavoro di Monk – un omaggio a figure come Sol LeWitt, Ed Ruscha, Bruce Nauman e Lawrence Weiner – richiama le strategie procedurali tipiche dell’arte concettuale e minimalista degli anni ’60 e ’70 e le arricchisce con un tocco personale o ludico.
È firmato sempre da Mahler & LeWitt Studios la mostra Umru: racconti da un paesaggio idrosociale, realizzata in collaborazione con i Musei Civici di Spoleto presso il Museo del Tessuto e del Costume (29 giugno–14 luglio). Il progetto nasce dall’incontro tra l’artista Cecilia Ceccherini e il geografo Alberto Valz Gris, che hanno realizzato un grande arazzo di simboli interconnessi e un'installazione sonora con narrazioni multiple attorno al concetto di paesaggio idrosociale, termine che descrive l’acqua come un insieme multiforme di esseri umani e non umani, di trasformazioni storiche e futuri imprevedibili. Dal 29 giugno (ore 12) al 7 ottobre l’artista Stefano Di Stasio presenta il suo Agata eterna nell'ambito della manifestazione La sottile linea d'Umbria, promossa dai Musei nazionali di Perugia – Direzione regionale Musei Umbria. Di Stasio ha inserito l'iconografia della Santa a cui è dedicata la piccola chiesa – parte integrante del Museo Archeologico Nazionale di Spoleto – all’interno del suo immaginario onirico: l’opera, un dipinto su carta, prenderà il posto dell’antica pala d’altare nell'abside della chiesa, diventando lo sfondo per le iniziative e i concerti che saranno accolti nella struttura. A metà tra spazio liturgico e civile, la Chiesa di Sant'Agata diventa una finestra sull’opera di Di Stasio, autore di una moderna sacralità .
articolo pubblicato il: 26/06/2024 ultima modifica: 01/07/2024