Alle ore 21, nella Chiesa dei SS. Pietro e Paolo (Piazza Pozzobonelli 1, Arluno), il pubblico potrà assistere a un prestigioso concerto che unisce arte, fede e memoria. Protagonisti saranno l’Orchestra dell’Accademia e il Coro Sinfonico Amadeus, impegnati nell’esecuzione della “Trinitatis Messe” K167 e di altri capolavori di Wolfgang Amadeus Mozart e Antonio Salieri, per un viaggio nell’eleganza e nella profondità del classicismo viennese.
«Quest’anno ricordiamo i 250 anni in cui la parrocchia è stata consacrata. Era la terza domenica di settembre del 1775 quando la nostra parrocchia fu ufficialmente fonda. E’ stato il cardinale Pozzo Bonelli a voler edificare questa Chiesa: le dimensioni nel tempo non sono cambiare, ma l’edificio religioso è stato abbellito ed affrescato, ma la struttura in quanto totale risale al 1700. Domenica 21 settembre ci sarà la messa solenne con l’Arcivescovo Delpini alle 10.30. Abbiamo poi pensato anche alcuni momenti per la comunità venerdì 12 abbiamo fatto un pellegrinaggio al santuario di Corbetta per cominciare insieme l’anno pastorale e per prepararci a questo avvenimento. Poi due concerti: uno d’organo del maestro Carlo Tunesi venerdì 19 e sabato 20 settembre un grande concerto sempre in Chiesa», ha spiegato il parroco di Arluno, Don Giacinto Tunesi, sottolineando come ogni appuntamento sia stato pensato per accompagnare i fedeli verso la ricorrenza, intrecciando momenti di spiritualità e proposte culturali.
La Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate ha deciso di partecipare a questa ricorrenza sponsorizzando il concerto di sabato sera. «Le Banche di Credito Cooperativo sono nate “all’ombra dei campanili”, in senso letterale, hanno un legame profondo con le comunità locali, con le famiglie, con la parrocchia, con la piazza: la vita quotidiana di un paese. È lì che siamo cresciuti, ascoltando bisogni, partecipando alle speranze, sostenendo le difficoltà», ha dichiarato Roberto Scazzosi, presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate. «Oggi, pur in un contesto molto cambiato, quel legame non è solo un’eredità da custodire, ma una responsabilità che continuiamo a vivere. Perché la banca cooperativa è fatta per stare accanto, per investire non solo in progetti finanziabili, ma anche in tradizioni, in cultura, nella coesione sociale. All’ombra di quei campanili, le Bcc hanno trovato la propria identità: il servizio, la collaborazione, la fiducia reciproca. È questa identità che desideriamo continuare a coltivare, affinché ogni territorio possa sentirsi rappresentato, valorizzato e supportato. Anche attraverso la cultura, la musica e la fede, si costruisce il bene comune.»
L’intero programma delle celebrazioni testimonia il desiderio di vivere il passato come stimolo per il presente e il futuro, con una comunità che guarda alle proprie radici per ritrovare entusiasmo e coesione, attorno, in questo caso a una chiesa che celebra un quarto di millennio dalla consacrazione.
articolo pubblicato il: 16/09/2025