La portata dell’invenzione di Rotoprint è ben sintetizzata dalle parole di Giovanni Luca Arici: «La nostra tecnologia rappresenta una novità assoluta perché nessun altro è in grado di realizzare l’embossing, o goffratura (cioè la stampa a sbalzo, in rilievo), a registro, su materiali flessibili, in maniera integrata nel flusso produttivo. L’esempio più facile da capire è il Braille, l’alfabeto tattile utilizzato dalle persone non vedenti: lo vediamo stampato praticamente solo sulle confezioni dei farmaci, dove è obbligatorio per legge, ma in quel caso si tratta di fustelle di cartone. Finora, invece, era praticamente impossibile portare il Braille sul packaging di tipo flessibile largamente impiegato per ogni sorta di confezione». Fino a oggi l’idea di usare il Braille su altri tipi di imballaggio, come quelli alimentari, si scontrava dunque con un limite tecnico, ma l’innovazione di Rotoprint riapre i giochi, con effetti concreti in termini di inclusione, sicurezza e qualità della vita per le persone con disabilità visive. «La Cina è uno dei Paesi più avanzati in questo senso e sta valutando di rendere obbligatorio il Braille sulle confezioni alimentari – fa notare Giovanni Luca Arici –. Se questo accadesse si aprirebbe per noi un mercato enorme: già alcune aziende cinesi ci hanno comunicato il loro interesse». Oltre al tema dell’accessibilità, ce n’è anche uno legato all’estetica delle confezioni, che non è meno importante per il settore packaging: con il metodo brevettato di Rotoprint si schiudono anche possibilità nuove per il design, con loghi e scritte in rilievo di grande impatto, perfetti per valorizzare e differenziare il brand. «Un packaging non solo da vedere, ma che si fa anche sentire» chiosa Arici.
Questo colpo da maestro della Rotoprint, che negli ultimi mesi ha suscitato grande ammirazione nelle fiere di settore (inclusa l’importante Pack Expo di Las Vegas, dove esclusività dell’applicazione ha suscitato l’interesse di Converters internazionali provenienti da India, Cina, Messico, USA, Canada, Corea, Turchia…), si inserisce nella lunga storia di innovazione di questa azienda, nata nel 1978, che nel settore viene definita “il pronto soccorso del packaging” per la sua tecnica brevettata di sovrastampa che permette di recuperare materiale “sbagliato” (per via di errori di stampa, informazioni non corrette o non aggiornate, eccetera) che sarebbe altrimenti da buttare. «In quasi cinquant’anni – spiega Giovanni Luca Arici – abbiamo sovrastampato più di 1 milione di km di imballaggi, contribuendo all’abbattimento della produzione di CO2 perché la sovrastampa evita sia la generazione di rifiuti, sia l’impiego di energia per la realizzazione di nuovi packaging».
Rotoprint Sovrastampa S.r.l. – Nata nel 1978 a Lainate (MI), Rotoprint Sovrastampa è specializzata nel modificare graficamente imballaggi già stampati, siano essi in formati (tetrarex, combiblok, elopak, scatole microonda, astucci, blister, cluster, buste, sacchi) o in bobina con supporto mono o pluristrato (alluminio, carta, poliammide, polietilene, polipropilene, poliestere, sleeves, tetrabrik, etichette adesive in rotoli, eccetera). Numerosi i premi che l’azienda ha raccolto negli anni a livello internazionale: EEA – European Excellence Award 2025; Prestige Award 2025; Worldstar Award IPACK IMA EXPO 2015 e Certificate of Merit Sustainability 2015 della WPO (World Packaging Organization); Resource Efficiency Alufoil Trophy 2014 della EAFA (European Aluminium Foil Association); Environmental & Sustainability Achievement Award 2013 della FPA (Flexible Packaging Association); Corriere della Sera Sette Green Awards 2012; Technical Innovation Packaging Award 2012 della GAA (Gravure Association of America); E.R.A. Packaging Innovation Award 2011; Innovation Award 2011 della PLGA (Packaging & Label Gravure Association; Oscar dell’Imballaggio 1993 (Istituto Italiano dell’Imballaggio). Rotoprint Sovrastampa è una Società con Sistema di Gestione Qualità Certificato UNI EN ISO 9001. www.rotoprint.com
articolo pubblicato il: 28/12/2025