Il video del brano che intende essere un omaggio alla squadra del Napoli calcio e alla conquista del quarto scudetto, con il suo titolo “Chianu chianu” come suggerito anche da qualche presente in sala sta a richiamare il proverbio “chi va piano va sano e va lontano” che vuole essere l’augurio per la conquista di un quinto scudetto nella stagione 2025/26.
Il titolo “Chianu chianu” non è una casualità, ma un voluto riferimento ad una peculiarità del modus vivendi del popolo napoletano, alla “napoletanità”, alla lentezza tipica dell’ “essere” napoletano, a cui pure è dedicata appunto questa canzone, intesa non come pigrizia o indolenza, ma come atto d’amore verso se stessi e come elogio e sublimazione del vivere, come rivoluzione contro lo stress e i frenetici ritmi quotidiani; una scelta coraggiosa, insomma, quella di rallentare la tirannia e la corsa delle lancette dell’orologio, per godersi meglio la vita… “chianu, chianu”, come il “pappuliare” del ragù, che a Napoli è nu sentimento, e che è la massima rappresentazione e metaforicamente l’apoteosi della lentezza! Ed è proprio con ritmo lento e passo dopo passo, perché chi va chianu, va sano e va luntanu, mentre ’a jatta pe j ’e pressa facette ’e figlie cecate, che il Napoli, col suo “ciucciariello”, chianu, chianu, cuoncio, cuoncio, ha conquistato il suo quarto scudetto, contrastando e neutralizzando, con i suoi dovuti scongiuri prima di ogni partita, chi aveva la pretesa di voler vincere tutte le competizioni. Pecchè a Napule ’o pallone è sacro comm’ ’a religgione e la fede calcistica, tra altarini sacri e profani, dedicati alla mano de Dios, che per i napoletani ci ha messo il suo, è parte integrante e fondamentale della cultura e delle credenze partenopee.
Musica e arrangiamenti sono opera del compositore Sasà Mendoza, che ha curato anche testi e direzione artistica. Il brano è stato arricchito dalla partecipazione di musicisti di rilievo: Gianfranco Campagnoli alla tromba, Pasquale De Angelis al basso, Fredy Malfi alla batteria, Francesco Malapena al mandolino, all’armonica e al coro Nevada e lo stesso Mendoza al pianoforte. Produzione e Direzione musicale: Sasà Mendoza, Direzione Artistica: Lucia Cassini, Regia, riprese e montaggio: Nando De Maio e Artisti associati.
articolo pubblicato il: 13/07/2025