
Il modello di business è definito. Budda Law è una piattaforma online che esegue compiti e attività nel settore legale: risponde a quesiti, genera contratti personalizzati e fornisce pareri basati su riferimenti normativi e giurisprudenziali. Oggi con Budda Law si possono ottenere risposte chiare e affidabili in pochi minuti, a costi contenuti, pagando anche per una singola interrogazione del sistema: si paga a “crediti”, non sono necessari abbonamenti e questo democratizza ulteriormente l’accessibilità al mondo del diritto. Alla base di Budda Law c’è un imponente database proprietario di centinaia di GB, che comprende sentenze, norme, modelli di atti giudiziari e contratti. In tutto, si tratta di circa due milioni di sentenze selezionate dal 2019 ad oggi e provenienti da tutte le giurisdizioni: dalle Corti di merito alla Cassazione, dalla giurisprudenza tributaria fino ai provvedimenti del garante della privacy. Nelle prossime settimane, inoltre, è in arrivo la giurisprudenza amministrativa. La raccolta è iniziata nel 2019 con dati provenienti da fonti ufficiali e dal know how giuridico acquisito dal founder Roberto Alma, avvocato romano che ha scelto come seconda laurea quella in informatica, nonché dagli altri co-founder, quarantenni come lui e avvocati, Daniele Costa (sempre di Roma) e Matteo Moscioni (originario di Viterbo). I dati, ossia normativa, sentenze, modelli di atti giudiziari e contratti sono classificati per materia e vengono continuamente aggiornati. Questo patrimonio consente al sistema di fornire risposte argomentate e coerenti, basate su giurisprudenza reale. In pochi mesi di attività la piattaforma ha già raggiunto obiettivi notevoli: oltre 1.500 utenti attivi, con una media di 200 nuovi utenti al mese e circa 2.500 interrogazioni mensili. In tutto, nei primi mesi di lavoro, sono stati generati più di diecimila pareri legali. Dati che confermano una crescita rapida e costante, con l’interesse crescente da parte di studi legali e aziende.
Va detto che il settore legale italiano sta vivendo una profonda trasformazione. La seconda edizione del Rapporto Legal Tech & AI, realizzata da 4cLegal in collaborazione con il Gruppo 24 ORE, offre una mappa aggiornata delle soluzioni attive in Italia: il mercato italiano del Legal Tech ha superato i 30 milioni di euro di fatturato, con circa 89 operatori tra startup e grandi brand consolidati. Ma è sul fronte dell’adozione di tali strumenti che i dati diventano ancora più significativi: il 63% delle grandi imprese ha già implementato o sta implementando soluzioni di intelligenza artificiale per la gestione della compliance. «Budda Law nasce da un’idea semplice ma radicale: se il diritto è complesso, l’accesso non deve esserlo, e nel suo nome c’è questa vocazione», spiegano i tre founder. «Budda significa l'Illuminato, quindi nel nostro settore rappresenta la luce che aiuta i professionisti e le aziende a districarsi nel buio della legge, ma ha anche un senso di pace e più in generale di equidistanza. Come nel concetto di equilibrio e consapevolezza, vogliamo portare chiarezza dove oggi c’è complessità, rendendo il diritto uno strumento alla portata di ogni persona, non solo degli addetti ai lavori. La vera innovazione è democratica: niente abbonamenti obbligatori, si può pagare anche con i crediti. Non sostituiamo l’avvocato: lo rendiamo più efficiente e il diritto più accessibile». Entrando nel concreto, il risparmio di tempo e di lavoro per gli avvocati è enorme: prima dovevano informarsi su database dove si cercavano solo le parole chiave, adesso c’è una vera e propria intelligenza artificiale formata sul diritto a venir in loro aiuto. Una AI che propone direttamente delle vie legali da seguire, con tanto di semafori gialli, verdi e rossi in base alla difficoltà o alla possibilità di esito che potrebbe avere un percorso giudiziario rispetto ad un altro. Con la sua interfaccia conversazionale, Budda Law permette di interagire con l’intelligenza artificiale come se si parlasse con un collega esperto. Per il mondo dei professionisti operativi solo indirettamente nel settore legale (ad esempio consulenti del lavoro, commercialisti), Budda Law al contempo offre strumenti avanzati di ricerca giuridica, analisi automatica di contratti e redazione di atti, in modo da ridurre i tempi di lavoro e migliorare la precisione delle pratiche. Il target? Sono i professionisti (le figure cardine sono quelle dell’avvocato, del commercialista, del notaio e del consulente del lavoro) e imprese (indipendentemente dalla dimensione, quindi dal singolo imprenditore alla ditta individuale, fino alla grande azienda).
«Il nostro obiettivo è rendere il diritto finalmente accessibile, comprensibile e utilizzabile, senza barriere economiche o tecniche», concludono i tre founder. «Siamo on line da pochi mesi e l’incredibile riscontro ci rincuora. Siamo in grado di evolvere costantemente il sistema grazie alla natura del nostro team: grazie alle nostre competenze cross tra diritto e tecnologia riusciamo a renderci conto immediatamente se alcune innovazioni stiano andando nella direzione corretta o meno. In parallelo, abbiamo sviluppato una rete di comunicazione e commerciale per farci conoscere nel mondo dei big player di questo settore. Il nostro sogno è dare all’Italia una AI legale che possa competere a livello globale coi giganti del tech».
articolo pubblicato il: 16/03/2026